Napoli, la vita sospesa degli abitanti dei bipiani di amianto a Ponticelli aspettando lo sgombero

Sabato 7 Marzo 2020 di Alessandro Bottone

Nei «bipiani» di amianto a Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, la vita scorre lenta per i quattrocento residenti in attesa di conoscere il proprio destino. Solo poche famiglie abitano qui sin da quando furono costruiti per rispondere all'emergenza abitativa post terremoto. Le altre, infatti, hanno occupato i moduli nel corso degli anni.

Come hanno avuto modo di raccontare loro stessi al viceministro della salute, Pierpaolo Sileri - che ha visitato il complesso i primi giorni di febbraio scorso - nel campo di via Isidoro Fuortes si vive in condizioni allucinanti. Il primo nemico è, ovviamente, l'amianto ma si combatte tra infiltrazioni d'acqua, umidità, allacci alla corrente assolutamente precari e pericolosi. Sicurezza e igiene restano un miraggio. Circostanze che si trasformano anche in una emergenza sociale sempre più preoccupante.

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Una storia lunga e complessa quella dei «bipiani» di Napoli Est. Gli alloggi sarebbero dovuti essere abbattuti nel 2001 quando furono buttati giù quelli costruiti dall'altro lato della strada. Non fu possibile «in quando non si riuscì a dar luogo allo sgombero». Anni di silenzi e assenze fino al 2017 quando è stato redatto uno studio di fattibilità per lo smantellamento del campo la cui attuazione è subordinata a tre aspetti fondamentali: alla verifica del progetto, al reperimento della fonte di finanziamento e allo sgombero degli occupanti. Le risorse per la bonifica dell'intera area sono state individuate nel piano strategico della Città Metropolitana: due milioni di euro per tutte le operazioni. La validazione del progetto redatto dai dipendenti comunali è stata, invece, affidata a una impresa esterna per la necessità di procedere «in tempi estremamente ristretti vista l'urgenza di dare corso alle opere». Come specificato negli atti pubblicati nelle ultime ore, infatti, la prima gara conclusasi a dicembre è andata deserta. Ottenuta la verifica del progetto l'amministrazione può proseguire con l'affidamento dei massicci interventi previsti.
 

 

La fase più delicata è proprio quella dello sgombero delle persone. Al momento non si conoscono le misure che l'amministrazione comunale metterà in campo. Da tempo i residenti, attraverso un comitato, hanno chiesto di essere ospitati in edifici comunali attualmente abbandonati. Di fronte all'urgenza specificata negli atti comunali i residenti si aspettano che ci sia già un piano per il trasferimento. Per ora si continua a vivere nella speranza di un luogo migliore lontano dalle «trappole» in amianto di via Fuortes.

Ultimo aggiornamento: 14:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA