Napoli, frasi volgari al cimitero:
reazione contro la rimozione dei fiori

Lunedì 1 Giugno 2020 di Alessandro Bottone

Sacrilegio nel cimitero di Ponticelli, quartiere nella periferia orientale di Napoli. Nelle ultime ore sono comparse alcune scritte volgari accanto ai loculi all'interno della congrega privata del Santo Rosario, nella zona di più recente costruzione del camposanto di via Argine.
 

 

Sono quattro i punti imbrattati da ignoti con le pesanti offese. Tutti al "piano chiesa", ovvero il primo della struttura. «In questo cimitero sono tutti cornuti» si legge in una prima scritta, seguita da una icona cornificata, nei pressi del piccolo altare. Sul marmo accanto si legge: «Comune di Napoli monnezza pecoroni». Nei pressi delle scale, invece, è stato scritto «Comune di Napoli merda cornuti e cess di monnezza». L'ultima, la quarta, riporta «Comune di Napoli merda» ed è stata scritta in un angolo nei pressi del vano ascensore. La grafia delle scritte è molto simile: probabilmente a compiere il gesto è stata una sola persona che ha utilizzato un pennarello indelebile nero.

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Le scritte, contro i dipendenti e gli operatori che lavorano nel camposanto, sono state notate domenica poco prima dell’orario di chiusura e probabilmente realizzate nel corso della stessa mattinata. Un episodio che ha scandalizzato tutti a partire dal responsabile della congrega. Il tutto sarebbe riconducibile alla questione dei fiori rimossi dai numerosi loculi per rispondere alle disposizioni utili a evitare situazioni di contagio da coronavirus. Una misura che riguarda tutte le strutture private gestite dalle arciconfraternite voluta dall'ufficio diocesano confraternite che, in una nota, specifica di ritenere «opportuno che i fiori artificiali siano rimossi per tutto il periodo necessario al contenimento dell'emergenza coronavirus» sottolineando che questi «ornando il modo permanente le sepolture, diventando ricettacolo di polvere e di altri agenti potenzialmente virulenti, ostacolando peraltro l'opera di pulizia e di igienizzazione degli ambienti». Lo si legge nell'avviso affisso in numerosi punti in questa congrega così come nelle altre tre private presenti nel cimitero di Ponticelli. Dunque, nei giorni scorsi, dopo le opportune comunicazioni ai famigliari dei defunti, sono stati rimossi tutti i fiori, naturali e artificiali, dai loculi per procedere alla pulizia di tutti gli ambienti dopo la sanificazione effettuata a inizio maggio. Nella congrega del Santo Rosario ci sono circa 1300 loculi disposti su quattro piani: una quantità enorme di fiori che avrebbe impedito ogni tentativo di pulizia e sanificazione indispensabile per la riapertura della congrega in condizioni di sicurezza dopo la chiusura forzata delle settimane scorse.

Sono state diverse le persone che hanno polemizzato contro questa soluzione. La maggior parte ha, però, compreso le motivazioni alla base del provvedimento mentre alcuni non hanno gradito la rimozione dei fiori dai loculi dei propri parenti e hanno discusso con il responsabile della struttura il quale ha ripetutamente spiegato la necessità di intervenire nel rispetto di una disposizione da parte degli uffici competenti. Sarà quasi impossibile rintracciare la persona che ha realizzato le scritte in quanto la struttura è sprovvista di impianto di videosorveglianza. Il fatto sarà regolarmente denunciato alle forze dell’ordine. È bene precisare che il Comune di Napoli non ha alcuna responsabilità e competenza in merito in quanto si tratta di una struttura privata. Nelle congreghe comunali i fiori restano ancora accanto alle tombe e ai loculi: anche tale circostanza ha creato confusione tra gli utenti che, nello stesso cimitero, hanno notato zone completamente spoglie e altre ancora “adornate” con i fiori, naturali e artificiali.

Intanto, dopo la denuncia pubblica sulle condizioni di degrado dell'intero cimitero, sono iniziate questa mattina le operazioni di messa in sicurezza delle numerose fosse dei giardinetti da tempo lasciate scoperte con grave rischio di inciampo e caduta per chi accede. Diversi operatori lavorano per colmare un centinaio di buche utilizzando il terreno vegetale scaricato all'ingresso carrabile del camposanto di via Argine dove è stata ripristinata anche la situazione di grave pericolo dovuta allo sprofondamento della pavimentazione. A distanza di mesi di degrado e di condizioni di pericolo importanti, dunque, si interviene per ripristinare decoro e sicurezza. Saranno decisive le opportune azioni di manutenzione ordinaria per assicurare un dignitoso servizio ai cittadini ma soprattutto ai cari che riposano nel camposanto.

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