Napoli, la protesta degli studenti di Scampia: terzo giorno in piazza contro i roghi tossici

Mercoledì 19 Febbraio 2020

Entrare in classe e uscirne con vertigini, crisi respiratorie e intossicati dall'«inalazione di fumi tossici», come scritto sul referto del pronto soccorso. È successo l'altro ieri a uno studente 14enne del Galileo Ferraris di Scampia. Il documento rilasciato dai medici del Cardarelli parla chiaro: «Prognosi di 5 giorni e richiesta di consulenza presso il Centro Antiveleni». La scuola del ragazzo, martoriata dai roghi tossici del vicino campo rom al pari dell'adiacente istituto di elementari e asilo Ilaria Alpi-Carlo Levi, è in piena emergenza sanitaria. Dopo le decine di copertoni mandati in fiamme lunedì nel campo rom, per il terzo giorno consecutivo gli studenti hanno manifestato davanti alla scuola.
 


«Da tre anni la situazione del Ferraris è invivibile - spiega Apostolos Papais, presidente della Municipalità 8 - E il problema riguarda anche la scuola Alpi-Levi, che è proprio a ridosso del campo rom, da cui prende diversi bambini iscritti. La Regione, disponibile, ha destinato 300mila euro alle bonifiche sul territorio. Abbiamo chiesto un tavolo fisso sulla questione roghi tossici e la videosorveglianza per arginare il fenomeno in attesa che parta il bando e si realizzino le bonifiche».

Ultimo aggiornamento: 14:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA