Materazzo, l'incubo di Chiaia: «Correte, ho visto Luca al supermarket»

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di Leandro Del Gaudio

Per oltre un anno è stato una sorta di incubo per tanti residenti nella zona in cui è stato ammazzato Vittorio Materazzo. Per oltre un anno, il volto di Luca, l'ormai ex ricercato per la morte del fratello, ha alimentato non poche suggestioni e rimandi immediati. Una sorta di psicosi, almeno a leggere gli atti che sono stati depositati in questi mesi dai pm, in vista della prima udienza a carico dell'imputato Luca Materazzo. Tre persone che credono di averlo visto in strada o al supermercato, due denunce formalizzate dinanzi ai carabinieri, finanche due anonimi giunti in Procura. Esposti e (falsi) allarmi, che hanno alimentato la caccia all'uomo che si è conclusa a Siviglia all'inizio di questo mese, con il blitz della polizia spagnola in un bar del centro e l'arresto del presunto assassino di Vittorio Materazzo.

Eppure, prima ancora delle manette e del blitz in Andalusia, il «fantasma» di Luca Materazzo si aggirava tra la fine di corso Vittorio Emanuele, lato Mergellina, via Giordani, via San Filippo, via Piedigrotta, insomma in quei posti dove Luca ha vissuto e dove più intenso è stato il contraccolpo psicologico di quelle quaranta coltellate. Ma restiamo alle pagine del processo. Prima udienza sette febbraio, dinanzi al gup Sabella, la Procura ha presentato la sua lista testi: sono 25 i nomi indicati per essere sottoposti al vaglio del giudice, tra testimoni oculari, poliziotti, consulenti, fino alle stesse parti offese, vale a dire le sorelle dell'imputato e della vittima, e la vedova di Vittorio Materazzo.
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Martedì 23 Gennaio 2018, 10:42
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