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Figlio 17enne uccide la madre a Napoli, la confessione e i misteri: ​«Non ricordo più nulla»

Sabato 18 Giugno 2022 di Leandro Del Gaudio
Figlio 17enne uccide la madre a Napoli, la confessione e i misteri: «Non ricordo più nulla»

Ricorda tutto, ma fino a un certo punto. Fino alla linea nera, quella del corto circuito, del blackout, prima dell’esplosione di violenza. Viene messo a suo agio dal giudice e dal pubblico ministero, prima di dare inizio all’interrogatorio. Ha ancora la maglietta di mercoledì sera, quando ha ucciso la madre con una trentina di coltellate e ha le mani fasciate, per le ferite riportate nell’esplosione di violenza. Ed è da qui che il gip Draetta decide di partire: «Perché hai queste mani fasciate?», gli chiede. Immediata la risposta: «Mi sono ferito con il coltello...». Di più non ricorda.

Diciassette anni compiuti da un mese, studente liceale, accusato di omicidio con l’aggravante della crudeltà. Tribunale dei Colli Aminei, dura una ventina di minuti l’interrogatorio del ragazzo. Il tempo di ricordare come si sono svolti i fatti, al punto tale che il liceale riesce anche a fornire particolari sul luogo in cui aveva nascosto il coltello (subito ritrovato dalla scientifica): «L’ho spezzato in due. L’ho spezzato, mettendo la lama sotto il piede, facendo leva sul pavimento, stringendo forte il manico», dice a proposito del tentativo (solo abbozzato) di cancellare prove della sua responsabilità. Ma cosa ricorda dell’assalto alla mamma? Buio, silenzio. Dolore rimosso, come è comprensibile che accada con il passare delle ore, nel corso dell’elaborazione del delitto. Ma facciamo un passo indietro, torniamo al pomeriggio di mercoledì, zona Mezzocannone, in un signorile edificio del centro storico, dove il ragazzo abitava assieme ai genitori (entrambi medici). È pomeriggio inoltrato, quando Filomena Galeone, dirigente Asl, rimbrotta il figlio, per la storia della playstation. 

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È uno degli argomenti di cui si discute di più nelle case di tanti italiani, specie nell’era post covid: il ragazzino aveva acquistato una ricarica da 100 euro, investendo soldi che gli erano stati regalati un mese fa per il suo compleanno. Un rimbrotto, la punizione, il ragazzino che torna nella sua stanza. Ma non è finita, perché la donna si confida con una parente al telefono (una scena tipica in tante famiglie), alimentando la rabbia in seno al ragazzino. Che attende che la conversazione della madre con la parente finisca, prima di dare inizio a un travaso di violenza. E di orrore. È così che il ragazzino si reca in cucina, prende un coltello per la carne, raggiunge la madre, che nel frattempo ha smesso di parlare al telefono ed è sdraiata sul letto. È morta così Filomena Galeone, uccisa a 61 anni dal figlio che amava, in una manciata di istanti in cui non ha avuto il tempo di realizzare cosa stesse accadendo (o è almeno questa la speranza di chi ha voluto bene alla donna e alla professionista colpita a morte). Intanto, il gip non ha dubbi e accoglie la richiesta della Procura per i minorenni - rappresentata dal pm Fabrizia Pavani -, tanto da convalidare il fermo ed emettere una misura cautelare in carcere. Viene accolta anche l’istanza dei difensori del ragazzino, i penalisti Ilaria Criscuolo e Flavio Ambrosino, dal momento che il 17enne viene trasferito in un carcere all’esterno della regione Campania. Precauzione volta a tutelare un ragazzo sensibile, che ora dovrà iniziare il percorso di riabilitazione, anche alla luce di quelle che saranno le conclusioni della Procura. Ha avuto modo di incontrare il padre e alcuni stretti congiunti, che gli hanno confermato l’amore con il quale è stato accudito e cresciuto in questi anni: «Tuo padre ti vuole bene, ti sarà sempre vicino...», gli aveva detto poche ore dopo aver preso coscienza della tragedia che si era abbattuta sulla sua vita. Una promessa che appartiene a un intero nucleo familiare che, oggi alle 16.30, si ritroverà nella chiesa Santa Maria Assunta in cielo in Santa Maria la Fossa, per la cerimonia dei funerali. 

 

Ultimo aggiornamento: 19:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA