Napoli, morto a 13 anni sul campo di calcio: il giallo del defibrillatore

Venerdì 8 Febbraio 2019 di Melina Chiapparino
Sul banco di scuola all'Istituto comprensivo Alberto Mario ci sono dei fiori e il campetto di calcio dove Lorenzo è stato stroncato da un malore, è chiuso. A distanza di poco più di 24 ore dall'ultimo allenamento con i compagni della società sportiva Kodokan, la morte del 13enne napoletano, è ancora un mistero. Si è accasciato all'improvviso mentre giocava, era monitorato, seguito dalla famiglia, i certificati medici in regola. I genitori non si danno pace. Il dramma martedì sera, poco prima delle 19, Lorenzo A., si trovava sul campetto di calcio della struttura sportiva allestita a palazzo Fuga, in piazza Carlo III e stava svolgendo il solito allenamento. Lorenzo non ha più ripreso i sensi. È stato sottoposto inizialmente a un massaggio cardiaco dagli addetti della società sportiva da cui è partita anche la chiamata registrata dal centralino del 118 alle ore 19.05. Sul posto sono arrivate due ambulanze che hanno effettuato manovre salvavita e prestato le prime cure al ragazzino, trasportandolo d'urgenza all'ospedale San Giovanni Bosco dove i sanitari hanno continuato a rianimarlo per 40 minuti. Il 13enne è giunto al nosocomio in condizioni cliniche gravi e con indosso ancora il completino e le scarpette da calcio. È morto per arresto cardiocircolatorio ma sulla causa sono in corso le indagini della polizia (anche la scientifica ha effettuato dei rilievi sul campo). Sulla salma, come predisposto dal magistrato di turno, verrà effettuata l'autopsia.
 
I documenti e le certificazioni mediche in possesso della società sportiva Kodokan sull'idoneità di Lorenzo alle competizioni sportive, sono state sequestrate dai poliziotti del commissariato San Carlo all'Arena che hanno effettuato un sopralluogo sul campetto e nella struttura polisportiva del Real Albergo dei Poveri. Gli investigatori hanno posto sotto sequestro anche il defibrillatore che sarebbe stato utilizzato dagli esperti della società per prestare il primo massaggio cardiaco e un farmaco per il trattamento dell'asma, che era in una tasca degli abiti di Lorenzo. A parte l'utilizzo dello spray per problemi respiratori, nessuna delle persone vicine al giovanissimo calciatore ha mai sospettato la presenza di particolari patologie che potessero mettere a rischio la sua vita, specie in ambito sportivo. L'unico messaggio diffuso dalla direzione della Kodakan è stata una nota sulla pagina Fb: «Sospese tutte le attività fino all'11 febbraio»

Lorenzo a scuola svolgeva regolarmente e con profitto le ore di educazione fisica anche a scuola, nell'Istituto comprensivo Alberto Mario in piazza Sant' Eframo Vecchio. Lorenzo era bravo. Voti eccellenti, comportamento eccelso e un carattere solare, era impegnato tra gli «araldini» della chiesa di Sant'Eframo, la comunità cristiana france. I fiori sul banco e l'intestazione dell'aula di informatica che gli verrà dedicata, sono solo alcune delle iniziative messe in campo per ricordare l'alunno e «mostrare solidarietà e vicinanza alla famiglia» spiega la dirigente scolastica Cesira Foà. «Lorenzo era un alunno esemplare che ha lasciato nel profondo di tutti noi un grande vuoto e l'amarezza di non aver potuto godere delle meritate soddisfazioni che la vita gli avrebbe riservato» conclude la preside con la voce rotta dal pianto. Ultimo aggiornamento: 16:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA