Napoli, ragazzo ucciso. Il giudice che lottò contro la camorra: «La vera vittima è il carabiniere»

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«L'identikit del bravo ragazzo una volta era ben diversa da quella che oggi qualche sprovveduto vorrebbe appiccicare al morto dell'altra notte».



Usa parole durissime nei confronti di Davide Bifolco. È Luigi Bobbio, per anni pm anticamorra a Napoli, poi senatore e sindaco di Castellammare di Stabia (Napoli), oggi giudice al Tribunale civile di Nocera Inferiore (Salerno). Giudizi che posta su facebook e che rivendica pienamente. A suo giudizio il carabiniere che ha sparato «è la sola è unica vittima di quanto è accaduto». Una «vittima del suo senso del dovere - prosegue Bobbio - e del fatto di essere chiamato a operare in una realtà schifosa la cui mentalità delinquenziale e la inclinazione a vivere violando ogni regola possibile è la normalità». Il magistrato dice di conoscere bene quel territorio, di «conoscere a fondo la sua delinquenza camorrista e quanto radicata e profonda sia l'arroganza del suo potere».



A suo giudizio «giustificazionismo, buonismo, perdonismo e pietà non solo non servono a niente ma aggravano il male. A 17 anni si è uomini fatti e gli uomini sono responsabili delle loro scelte, delle loro azioni, dei loro stili di vita». Per il giudice «quello che a me interessa è che un bravo ragazzo in divisa stia bene e non abbia riportato danni nel fare il suo dovere inseguendo con i colleghi, di notte, tre teppisti su un ciclomotore, senza caschi, uno dei quali era evaso dagli arresti domiciliari e che avevano forzato un posto di blocco e comunque non si erano fermati all'alt facendosi inseguire a folle velocità». Bobbio sostiene che «il fatto che sbandati come loro, parenti e non del morto, vogliano giustificarli mostrando di ritenere normale la loro condotta che evidentemente ritengono normale mi fa solo disgusto».



E ancor di più «i disordini di piazza, le sommosse di teppisti e familiari che bruciano auto della polizia per vendicare uno di loro sono folli e inammissibili e vanno represse con durezza». Secondo Bobbio «il problema non è nella vicenda in sè ma piuttosto in quella ignobile gazzarra che sta percorrendo le strade del rione Traiano. È quella gente, la sua insofferenza alle regole, la sua cultura del disordine la causa e l'origine di episodi come quello in questione».
Domenica 7 Settembre 2014, 16:42



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5 di 44 commenti presenti
2014-09-13 23:13:00
Finiamola. La verita e che a napoli ed in particolare nei rioni periferici io abito nei paraggi, si e perso il senso civico. Ce troppa arroganza troppa delinquenza , ognuno fa il proprio comodo in barba alla legge. La polizia ha paura ad entrare in certi quartieri, ed hanno ragione , perche rischiare la vita per una manciata di euro? Detto questo la vita del ragazzo vale piu di mille commenti letti su questo blog.
2014-09-12 17:11:00
No a compromessi Mi auguro che lo Stato non si faccia intimidire da questi ceffi e che risponda a tono. Credo che nessun uomo di buon senso sia convinto che ci sia stata la volontà da parte del carabiniere di uccidere una persona, e credo che ogni carabiniere che si arruoli nell'arma si auguri di non dover mai usare una pistola. E sono dell'idea che l'Arma dei Carabinieri sia un patrimonio di tutti e un orgoglio per la nostra Nazione. Qui non si sta parlando di una vittima capitata lì per caso, qua si parla di un gruppo di ragazzi che ha forzato un posto di blocco deliberatamente e per proteggere la fuga di un latitante. Questo si chiama associazione mafiosa. Come il proiettile sia partito lo stabilirà la Giustizia, perchè l'arma era e doveva essere carica lo dimostrano i fatti. Di certo il carabiniere, che concordo essere la VERA VITTIMA di tutto ciò, stava facendo e ha fatto il proprio dovere. Peccato che se le parti fossero state invertite non ci sarebbe stata questa risposta del mondo civile, come testimoniano i fatti di Maddaloni dello scorso anno quando un carabiniere ha perso la vita in uno scontro a fuoco nato per una rapina da pochi euro. Mi aspetto che lo Stato risponda con l'esercito a queste provocazioni, così i camorristi saranno constretti a far tornare nei ranghi il popolino fomentato, come da 300 anni si fa a Napoli per cercare di speculare in casi simili.
2014-09-12 17:10:00
... lo sto dicendo da quando è iniziata questa brutta storia
2014-09-11 20:55:00
bravo Bravo Bobbio, condivido. La morte di un giovane è sempre orrenda e sarebbe sempre preferibile poterla evitare. Ma tra i due credo sia preferibile non avere una vedova di un carabiniere che compieva il suo dovere per pochi euro.
2014-09-11 07:50:00
Sono d'accordo con il giudice... Ha perfettamente ragione il giudice Bobbio,basta con queste sceneggiate.Contro casi del genere ci vuole la repressione e la militarizzazione del quartiere.Lo Stato,se vuole dimostrarsi forte deve usare la forza contro la illegalità imperante in certi quartieri di Napoli.Basta inciviltà e far rispettere le leggi anche con forza brutale.Che vengano riconosciute tutte quelle persone che si sono scagliate contro le forze dell ordine e che hanno causato danni materiali e vengano denunciate.In galera tutti quei genitori che mandano in giro i loro figli senza inculcare a loro le regole del vivere civile,e che poi definiscono bravi ragazzi se vanno in giro su un motorino senza casco protettivo,in tre a bordo e senza assicurazione e per giunta in compagnia di un mala vitoso.Lo Stato deve farsi sentire,altrimenti è una resa senza condizioni con la mala vita.

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