Napoli. Raid alla caserma di Secondigliano, il video con i volti dei baby boss

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di Giuseppe Crimaldi

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Da quarantott’ore Secondigliano è un quartiere blindato. Sotto assedio. Lo Stato riafferma la sua presenza nel quartiere trasformato in una enclave di criminalità che fa assomigliare il quartiere della periferia nord di Napoli ad una succursale dei peggiori inferni, delle suburre di Medellin o di Tijuana. La Colombia e il Messico delle bande di narcos non sono poi così lontane. No: sono qui, a casa nostra. Dopo la sventagliata di mitra contro la stazione dei carabinieri arriva la risposta della legge. 

Il blitz è scattato alle tre dell’altra notte. Un’operazione in grande stile, di quelle che i residenti del Rione dei Fiori, di Cupa dell’Arco, di via Dante e della Vinella Grassi non vedevano dal 2004, cioè dai giorni della prima faida di Scampia. Briefing con gli ufficiali quando il sole è già calato da tempo, e dopo una giornata scandita da una intensissima attività investigativa. Dalla Pastrengo, sede del comando provinciale dell’Arma e quartier generale che coordina le indagini per assicurare alla giustizia i quattro giovanissimi delinquenti autori dell’incredibile raid contro la stazione che ospita i carabinieri, si lavora su una traccia precisa. Ci sono le immagini dei sistemi di videosorveglianza che hanno ripreso ogni istante dell’incursione, e ciascun fotogramma viene analizzato attimo dopo attimo. Le telecamere hanno offerto agli investigatori quattro volti. E questa è la svolta che si attendevano tutti.

Adesso è solo questione di tempo. E il tempo, si sa, è galantuomo. Sempre. La caccia è aperta, e per questo nella notte tra mercoledì e giovedì Secondigliano e dintorni vengono cinti d’assedio. Centinaia di carabinieri cinturano il quartiere. Si comincia dalle piazze dello spaccio, perché quello è il cuore, il nido del male. Tutto comincia e tutto finisce sempre lì, nei supermercati della droga che da qualche mese hanno ripreso a smistare alla grande la merce che regala sogni artificiali e morte.

Perquisizioni, posti di blocco, controlli. L’arrivo improvviso dei militari del comando provinciale guidato dal generale Antonio De Vita spiazza tutti: pusher, vedette, acquirenti. Improvvisamente, grazie all’arrivo dei carabinieri, Secondigliano travasa il suo male endemico svuotandosi dei delinquenti. Vengono comunque identificate centinaia di persone, e tanti sono i pregiudicati. La caccia è aperta: e in cima alla lista c’è lui, il superlatitante del clan dei «girati» della Vinella Grassi da cui tutto - a cominciare dalla fine, cioè dall’assalto alla stazione dei militari di Secondigliano - sarebbe cominciato. Per una vicenda giudiziaria che riporta al Tribunale dei minori, che ha privato lui e sua moglie della patria potestà su due bimbi. 
Venerdì 22 Aprile 2016, 08:17 - Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 08:52
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