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Smartphone, boom di rapine a Napoli: nuove tecniche per sbloccare i cellulari

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Leandro Del Gaudio
Smartphone, boom di rapine a Napoli: nuove tecniche per sbloccare i cellulari

La prima buona notizia è che lo Stato ha fatto il suo dovere. Che denunciare conviene, perché la risposta spesso è più rapida ed efficace di quanto si possa immaginare. La notizia cattiva è che a Napoli, in soli tre mesi, si è registrato un boom di rapine, una escalation che si abbatte su cittadini e turisti, con azioni fulminee, violente, spesso eccessivamente violente. Lo dicono gli archivi di polizia, alla luce degli arresti che sono stati effettuati da aprile ad oggi, in una classifica che fa leva sulle misure cautelari che sono state spiccate contro banditi di strada che sono stati riconosciuti dalle vittime, inquadrati da telecamere o arrestati in flagranza dalla polizia. È toccato di recente all’attore Daniel Auteuil ma anche a Nicolai Kley, turista tedesco a cui a Napoli, al rione Sanità, è stato portato via un Rolex Submariner del 1973 del valore di circa 20mila euro. «C’è stata una colluttazione in cui ho avuto la peggio - racconta in una lettera inviata a Il Mattino - ho gridato e alcune persone mi hanno aiutato ad alzarmi, mi hanno portato dell’acqua, disinfettare le mie piccole ferite e mi hanno regalato persino una birra».

Ma restiamo al dato puramente numerico. Sono una novantina gli arresti messi a segno in pochi mesi (da aprile a giugno) a carico di presunti rapinatori. Un lavoro che è frutto dei blitz della Mobile, ma anche e soprattutto dei commissariati e degli altri uffici di polizia, di fronte all’esigenza di rispondere alle tante facce del crimine predatorio. Novanta arresti - ripetiamo tra lavoro della Mobile, commissariati e degli altri reparti di via Medina - che evidenziano un dato su tutti: l’importanza della denuncia, della fiducia nelle istituzioni, quando si diventa vittima o testimone di un’azione predatoria. Ma in che cosa consistono i colpi messi a segno in questi mesi? Si tratta per lo più di rapine consumate a danno di cittadini o turisti in giro per Napoli. In gran parte dei casi, gli episodi si sono consumati in questi mesi nella zona di Mercato-Porto-Pendino, ma anche in altri quartieri. È il caso delle rapine consumate in via Leopardi o a Gianturco, che evidenziano la tendenza a colpire cittadini nei pressi delle stazioni delle metropolitane o dei mezzi pubblici. Decisivo il lavoro di coordinamento tra i reparti di via Medina, anche alla luce di un altro fattore: le manette sono scattate in alcuni casi in flagranza, ma anche al termine di indagini che hanno fatto seguito dopo un primo riconoscimento fornito dagli aggressori, a conferma del controllo del territorio da parte delle forze di polizia. E c’è un altro dato che conviene evidenziare alla luce di quanto emerge dal numero di misure messe a segno dagli uomini di via Medina: gran parte delle rapine hanno riguardato telefonini cellulari, segno evidente di un mercato tutto napoletano, con specialisti capaci di “craccare” smartphone e reimmetterli sul mercato, a dispetto di tutti i codici e i sistemi (anche satellitari) messi a tutela dei possessori dei costosi cellulari.   

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È l’otto aprile scorso, nei pressi di piazza Garibaldi, quando viene consumata una rapina, con tanto di lesioni aggravate, ai danni di un professionista napoletano, un ingegnere civile impegnato in una serie di interventi nei pressi della stazione centrale. Ha l’obiettivo di tutelare i resti che spuntano da alcuni lavori di scavo, quando viene preso alle spalle: viene trascinato a terra e gli rapinano il telefono cellulare, con un copione che viene ricostruito dalla polizia che, pochi giorni dopo, metterà a segno gli arresti. Stessa storia, per mano diversa, capita ad alcuni passeggeri della metropolitana a Gianturco. In questo caso, la stazione di Gianturco diventa un luogo decisamente a rischio, a giudicare dal numero di colpi messi a segno: è accaduto più volte, alla luce del report della polizia. Funziona così: si aprono le porte per qualche minuto, il passeggero (in genere è una donna) è al telefono, quando arriva uno o più banditi. È armato di forbici, strappa il cellulare dalle mani del passeggero e scappa facendosi chiudere le porte alle spalle. Gli arresti confermano comunque la capacità delle forze dell’ordine di controllare il territorio. È andata male, decisamente male, ad alcuni rapinatori il 24 maggio scorso, lungo corso Umberto, quando hanno strappato il cellulare dalle mani di un turista, non immaginando di finire in manette. Siamo all’angolo di via Seggio del Popolo, quando intervengono i poliziotti, che arrestano il rapinatore. Il 24 giugno è un turista pistoiese ad essere rapinato del cellulare, anche in questo caso il bandito finisce in manette. Ma la palma di eroina di questa vicenda spetta a una minorenne olandese, che riesce a difendere il proprio cellulare, con una reazione che impressiona il bandito di turno. È il 30 maggio scorso, in vico Sant’Anna a Porta Capuana, quando la difesa della giovane turista fa scattare le contromosse: la resistenza paga, arrivano i poliziotti, in manette il bandito.  

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 17:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA