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Boom di rapine a Napoli, turisti nel mirino: ​ogni giorno dieci raid

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Leandro Del Gaudio
Boom di rapine a Napoli, turisti nel mirino: ogni giorno dieci raid

C’è la storia di via Duomo, quella della turista francese trascinata a terra, sotto gli occhi di marito e figlie, quella - per essere più chiari - a cui hanno spaccato due denti, nel corso dello scippo. Poi c’è la storia della rapina a Barra, quella immortalata in un video dell’uomo armato di fucile puntato contro il commerciante. E ancora le tante, troppe, aggressioni: come gli orologi strappati in via Santa Lucia, in piazzetta Rodinò o in piazza Trieste e Trento. Scene di vita ordinaria, a giudicare dalle denunce arrivate in questi giorni in Procura a Napoli, che fanno registrare una sorta di pericolosa escalation di atti predatori: ogni giorno sono almeno dieci gli episodi denunciati. Dieci rapine consumate quasi tutte nel circuito turistico, all’interno di quel perimetro che da tempo si cerca di blindare, di rendere sicuro, di trasformarlo in una sorta di zona franca dalla violenza di strada.

Quinto piano della Procura di Napoli, è la stanza del procuratore aggiunto Sergio Amato, titolare dei fascicoli legati alla criminalità ordinaria. Si fanno i conti con i colpi che vengono consumati ogni giorno, si lavora contro il tempo, al netto di esigenze di ufficio che impongono fretta e decisioni istantanee: ascoltare le vittime, acquisire le telecamere, valutare eventuali indizi, dare luogo a fermi, firmare richieste di sequestro e quant’altro. Ma cosa emerge dalle carte? Possibile fare un discorso di media: negli ultimi tempi, la città è attraversata da un discreto flusso di visitatori, il turismo è ripartito, i colpi che vengono consumati sembrano delle fotocopie. Una galleria di episodi che conviene ricostruire a partire da un dato di fatto: solo una parte degli episodi consumati a Napoli e nella sua area metropolitana vengono denunciati; è logico pensare che ce ne siano altri che non vengono neppure notiziati alle forze dell’ordine. Ma torniamo al boom di colpi, così come viene registrato dall’autorità giudiziaria. Ce ne sono dieci al giorno, quasi tutti concentrati all’interno del tracciato dei turisti: la zona della movida (ultimo episodio addirittura in zona borgo Marechiaro); la zona dei grandi alberghi; nei pressi del porto di Napoli. Turisti nel mirino, come abbondantemente segnalato da questo giornale, manca un piano. O meglio: il piano c’è, ma trova difficoltà a decollare, in uno scenario segnato da risorse al limite e di rinforzi di divise che giungono a Napoli a sostituire i colleghi che staccano per le ferie. Una realtà che merita una premessa: sono tanti i colpi messi a segno che vengono affrontati e risolti - da un punto di vista investigativo - al lavoro delle forze dell’ordine, in una realtà che attende ancora investimenti, a proposito di presidi fissi e telecamere smart sui circuiti sensibili. 

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Ma ci sono altri aspetti che emergono dalle indagini della Procura e dal lavoro condotto dalle forze dell’ordine. Parliamo della proliferazione di armi bianche: si tratta di coltelli, mazze da baseball, aste metalliche a forma di cannocchiali. Anche in questo caso gli strumenti a disposizione della magistratura sono abbastanza spuntati: come è noto, chi circola in strada con un coltello viene denunciato a piede libero, non scattano in automatico le manette ai polsi o uno stato di fermo. Ma a chi appartengono tutte queste armi? Giovanissimi. Sono sempre più giovani quelli che escono di casa armati, portando in tasca coltelli pronti all’uso. E non è finita. A voler ricostruire il lavoro delle forze dell’ordine, c’è un altro aspetto che è ovviamente collegato a tutto al racconto della città di agosto vista dai piani alti della Procura. Parliamo dell’uso della violenza. Eccessiva, ingiustificata, gratuita. È uno degli aspetti che emerge dall’analisi di filmati e dal racconto di parti lese e testimoni. Un tempo lo scippatore agiva in modo chirurgico. Colpiva senza apportare danni alla vittima, evitando collutazioni e spargimenti di sangue. Oggi, le cose vanno diversamente. 

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Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 09:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA