Napoli, viaggio nel cantiere di piazza Garibaldi: «La nostra vita con gli operai»

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di Oscar De Simone

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Doveva essere il fiore all’occhiello della Napoli delle Universiadi, una “agorà” rinnovata, moderna e accogliente. Invece resta un cantiere a cielo aperto. È piazza Garibaldi, ancora stretta nella morsa del caos, dei lavori e dei ritardi. La “piazza del rilancio” non è stata consegnata alla città entro fine giugno come promesso dal sindaco de Magistris. Dell’arena da tremila posti, dei campetti di calcetto e del bosco urbano non c’è ancora traccia. Tutta l’area è circoscritta dalle reti metalliche e invasa dai bobcat e dalle betoniere. I cittadini sono costretti a farsi largo tra i fumi e i materiali di un cantiere in piena attività che ha cambiato le loro vite.
 

«Viviamo insieme agli operai e siamo esausti – dichiarano – Si passa con difficoltà davanti ai negozi e sui marciapiedi invasi dal terreno e dai macchinari, i sensi di marcia che portano ai nuovi garage sono stati stravolti e gli automobilisti non sanno come raggiungerli. Poi la sera tutto cambia, il cantiere viene riempito da chi cerca rifugio per la notte e dorme sui new jersey. Il degrado è inarrestabile e la mattina la polizia locale è costretta a lunghe trattative per allontanare i clochard».

Proprio il tema della sicurezza resta al centro dell’attenzione. Di notte non è difficile oltrepassare i cancelli del cantiere, buio e poco sorvegliato. «Capita anche a noi di dover allontanare i ragazzini che di notte si introducono all’interno – continuano esasperati i residenti – I materiali lasciati nel cantiere sono pericolosi e possono essere sottratti con facilità. Anche per questo chiediamo una rapida risoluzione dei lavori».
 
 
Martedì 16 Luglio 2019, 14:00 - Ultimo aggiornamento: 17 Luglio, 07:08
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