Parco Marinella terra di nessuno, ecco la Rogoredo di Napoli

di Maria Chiara Aulisio

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Neanche baracche si possono definire. In realtà sono pezzi di plastica, stracci, tagli di lamiera e avanzi di cartone messi insieme per proteggersi dall'umido, dalla pioggia e dal freddo della notte. Tuguri, catapecchie, ricoveri di fortuna nel fango e nell'acqua circondati da montagne di immondizia. Un ghetto che si apre tra via Amerigo Vespucci e i Cantieri del Mediterraneo, tra la città e il porto, senza acqua né luce, una impressionante emergenza sociale oltre che sanitaria. Dicono di essere una cinquantina, in realtà sono molti di più, quasi tutti tossicodipendenti o alcolizzati, vivono lì da soli o in compagnia di avventori saltuari, si drogano e aspettano i clienti. Nella zona, quell'area maledetta l'hanno già definita la Rogoredo napoletana, il paradiso dell'eroina, il famoso bosco della felicità, una delle più accorsate piazze di spaccio di tutta Milano, a pochi chilometri dalla stazione ferroviaria, teatro di scene raccapriccianti raccontate perfino da Fabrizio Corona aggredito da un numero imprecisato di persone mentre si trovava lì per girare un documentario. Come a Rogo, così la chiamano da quelle parti, anche alla Marinella i prezzi di eroina e cocaina sembrerebbero essere più bassi che altrove e il via vai, a tutte le ore, di giovani e meno giovani, segnalato da chi vive in via Vespucci e dintorni, non è altro che una conferma. Emanuela, 22 anni, di Maddaloni, è una delle poche ragazze italiane che abita in quell'inferno, molti sono stranieri: tunisini, eritrei, sudanesi, nigeriani, polacchi, ucraini.
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Lunedì 4 Febbraio 2019, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 04-02-2019 09:29
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5 di 10 commenti presenti
2019-02-04 17:07:04
quante promesse per quest'area.........
2019-02-04 16:12:39
....naturalmente il mio commento era ironico, la soluzione è il modello Riace, ripopolamento di zone desertificate del paese, con opportunità di ricostruirsi una vita....la lega ha bloccato anche la visione di una serie sul tema che doveva essere trasmessa sulla Rai.
2019-02-04 16:52:26
"opportunità di ricostruirsi una vita"...che lavoro gli possiamo offrire?
2019-02-04 18:58:52
Il modello Riace è stato un esperimento riuscito (e portato ad esempio nel mondo) e poi soppresso dal finto calvinista Salvini, ma poteva attecchire solo in un paesino ormai disabitato....Non credo possa mai funzionare in una metropoli caotica, male amministrata, priva di regole di convivenza e preda della camorra come Napoli. In tale contesto chiunque riesce ad approdare non può che adeguarsi al caos esistente. Per noi napoletani il futuro è una sicura condanna al peggio. Non vedo alcuna luce oltre il tunnel....
2019-02-04 16:08:51
Eppure è un posto così vicino al porto, magari con un bliz di notte ci caricherei una bella nave da crociera, mettendoci anche qualche centinaio di autoctoni tarzanielli con i loro motorini....direzione isola al largo dell'Australia...da li poi si richiede il permesso per entrare.

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