Emergenza rifiuti a Napoli, scioperano i lavoratori dello spazzamento senza stipendio

Venerdì 8 Novembre 2019 di Antonio Folle
Una rappresentanza dei lavoratori AmTecnology

Stipendi a singhiozzo dal mese di luglio, caos organizzativo, mancanza di servizi essenziali per i lavoratori, ripercussioni e trasferimenti in caso di proteste. Questo è quanto denunciano cinquanta lavoratori di AmTecnology, azienda che si occupa di raccolta differenziata a spazzamento meccanizzato per conto di Asìa. Una folta rappresentanza di lavoratori impegnati nel capoluogo partenopeo stamattina ha portato la protesta fino a palazzo San Giacomo per chiedere al Comune di Napoli maggiore attenzione sui "conti" della sua azienda partecipata per la raccolta dei rifiuti e, soprattutto, per chiedere al primo cittadino una presa di posizione netta nei confronti dell'azienda. 
 


La questione si presenta estremamente ingarbugliata. Stando a quanto hanno denunciato i lavoratori, le aziende - Asìa e AmTecnology, azienda che si occupa di servizi ecologici per diversi comuni della Campania - si "rimpallano" la responsabilità dei mancati pagamenti. Secondo AmTecnology, che nel 2015 si è aggiudicata un bando di gara dal valore di oltre tre milioni di euro, Asìa non sarebbe "in regola" con i pagamenti. Asìa, d'altra parte, sosterrebbe di aver fatto fronte a tutti i pagamenti pregressi. Un nodo gordiano che potrebbe essere sciolto solo da un intervento netto e deciso da parte di una amministrazione forse ultimamente troppo "presa" dal delicato fronte del rimpasto di Giunta.

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«Sono mesi che veniamo pagati a singhiozzo - spiega Vincenzo Tartaglia, portavoce dei lavoratori di AmTecnology - ci sono alcuni colleghi che lamentano ancora le spettanze arretrate di luglio mentre, invece, altri colleghi denunciano i problemi sulla cessione del quinto dello stipendio che vanno avanti da quasi diciassette mesi. A questo si aggiungono i problemi che abbiamo tentato di denunciare più volte, come la mancanza di servizi igienici per i lavoratori e lo stato di perenne tensione a cui siamo sottoposti, con minacce di trasferimenti in caso di protesta. Noi - continua Tartaglia - non abbiamo mai creato problemi, vogliamo solo lavorare e basta. Ma non si può lavorare quando mancano i diritti fondamentali come quello alla retribuzione. Noi siamo operai e le nostre famiglie vivono solo di questo. Al Comune di Napoli - ha poi concluso - chiediamo di controllare i conti di Asìa, che è la sua principale azienda partecipata. Non possono disinteressarsi così dei problemi di cinquanta famiglie».

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Il consigliere comunale Diego Venanzoni ha solidarizzato con i lavoratori, entrando a "gamba tesa" contro il Comune di Napoli. «Purtroppo non ci troviamo di fronte ad una novità - tuona Venanzoni - con un Comune attento più ai suoi rimpasti e alla spartizione delle poltrone che ai problemi reali dei lavoratori. Si tratta di un modo veramente strano di amministrare la cosa pubblica. Mentre ci sono decine di lavoratori in protesta, e basti pensare ai lavoratori della Napoliservizi, si fanno bandi per aggiudicare i vertici delle partecipate». 

Non è la prima volta che AmTecnology finisce nell'occhio del ciclone per l'irregolarità nel versamento delle spettanze ai propri dipendenti. Lo scorso mese di agosto il sindaco di Baronissi, altro Comune nel quale l'azienda espleta il servizio di raccolta differenziata e spazzamento meccanizzato, aveva diffidato la ditta a procedere al pagamento delle spettanze di 21 operatori ecologici. Gianfranco Valiante, primo cittadino del comune in provincia di Salerno, in una lettera al Prefetto, si era detto pronto a tutelare in qualsiasi sede i diritti dei lavoratori - che stoicamente continuavano a lavorare - a ricevere lo stipendio. Allarme poi rientrato a seguito del pagamento degli arretrati e le rassicurazioni sulla regolarità dei pagamenti futuri da parte dell'azienda. In molti si chiedono se anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris farà altrettanto. 

Ultimo aggiornamento: 18:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA