Napoli. Termini di custodia cautelare scaduti, scarcerato il commando dei «Barbudos»

Sabato 17 Ottobre 2015 di Viviana Lanza
NAPOLI - La decorrenza dei termini di custodia cautelare rimette in libertà quattro giovani del rione Sanità arrestati ad aprile scorso con l'accusa di far parte di un clan di giovanissimi, dal look islamico, con i nomi dei loro morti ammazzati tatuati sul corpo e la voglia di regolare con il sangue conti con esponenti della cosiddetta paranza dei bimbi di Forcella. Quella stessa paranza di cui farebbe parte il minorenne scarcerato due giorni fa, sempre per questione di termini di custodia cautelare scaduti.



Ci risiamo. La burocrazia della giustizia, indagini complesse o croniche carenze di risorse potrebbero essere alla base del provvedimento che ieri ha stabilito la perdita di efficacia della misura cautelare in carcere nei confronti di Raffaele Cepparulo, quello che sui social si presentava come «l'ultimo prescelto», Salvatore Basile, Agostino Riccio e Francesco Spina. Passa la tesi della difesa (nel collegio gli avvocati Carlo Ercolino e Leopoldo Perone). Questione di tempi, di calcoli, di codice. In attesa di un provvedimenti dell'autorità giudiziaria che avrebbe impedito la decorrenza, i termini per trattenere in cella i quattro indagati sono stati ritenuti superati. Il gip Andrea Rovida ha firmato la scarcerazione dei quattro.



Ora si riparte da qui. Le indagini che avevano portato al loro arresto avevano anche fermato un progetto di vendetta, un nuovo lutto. L'inchiesta, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo e coordinate dai magistrati del pool Antimafia, svelò il progetto militare: i quattro sarebbero stati sul punto di compiere un omicidio. Nel mirino avrebbe dovuto finirci un esponente del cartello Giuliano-Sibillo-Amirante di Forcella. Un terremoto fermato prima che potesse far registrare nuove vittime in un periodo, quello della scorsa primavera, caratterizzato da una forte fibrillazione tra i giovani dei gruppi criminali del centro storico, tra Forcella e i Decumani e la Sanità.



Hanno tra i 23 e i 42 anni i quattro scarcerati ieri. Il loro ritorno in libertà potrebbe avere ripercussioni negli equilibri più attuali della camorra del centro cittadino. Finirono in manette tra il 18 e il 30 aprile scorsi. Quando li arrestarono erano armati e, secondo l'accusa, pronti ad agire. Uniti nel progetto criminale, simili nel look: capelli corti, barba nera e folta, il corpo tatuato con scritte da duri o i nomi di persone decedute, e profili Facebook con le foto che li ritraggono mentre si baciano sulla bocca, con gesti che richiamano a patti in stile di camorra.



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Ultimo aggiornamento: 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA