Napoli, chiusa di notte la postazione 118 del rione Sanità: «Costretta ad accompagnare mia sorella disabile in ospedale con un taxi»

Napoli, chiusa di notte la postazione 118 del rione Sanità: «Costretta ad accompagnare mia sorella disabile in ospedale con un taxi»
di Alessandra Martino
Martedì 8 Febbraio 2022, 17:53
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«L’altra notte abbiamo dovuto portare mia sorella, affetta da disabilità, al pronto soccorso in taxi. Tutto questo è vergognoso». Poche parole, intrise di rabbia e dolore, urlate con la voce amara di A., residente del rione Sanità a Napoli. È una denuncia, figlia dell'esasperazione dovuta alla carenza di personale e al blocco della postazione Incurabili del 118. Serviva un'ampia fetta di popolazione, prevalentemente anziana, l'ambulanza nel centro storico di Napoli. Ma adesso è chiusa per poter tenere aperta 24 ore la postazione nel quartiere di Ponticelli. Una decisione arrivata dopo un percorso difficile del soccorso immediato da parte di Giuseppe Galano, direttore del 118 a Napoli e presidente della Aaroi (Associazione anestesisti e rianimatori ospedalieri italiani). 

Lo stesso Galano aveva lanciato mesi fa un allarme per la mancanza di medici e infermieri. «Abbiamo aspettato i soccorsi per due ore, mio figlio si è sentito male ma non è arrivato nessuno ad aiutarci», dice un altro residente del rione. «Non è possibile che ci siano solo 13 ambulanze per una popolazione di un milione di abitanti. Bisogna intervenire e riorganizzare il primo soccorso qui a Napoli», sottolinea ancora un altro residente. Senza dimenticare che i pochi mezzi a disposizione vengono utilizzati anche per il trasporto di malati Covid e che, effettuato il servizio, devono restare fermi ai box per ore nell’attesa che si effettuino tutte le necessarie operazioni di sanificazione. 

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«Non è possibile che qui nel centro storico non ci sia una postazione di soccorso immediato - denunciano gli abitanti del rione Sanità - Non possiamo aspettare che l'ambulanza arrivi da Ponticelli, è troppo lontano».  

Già msi fa Galano aveva lanciato un allarme per la mancanza di medici e infermieri nel comparto delle ambulanze e ancora nei giorni scorsi ha sottolineato in una lettera all'Asl Napoli 1 che il 118 ha bisogno «per le molteplici attività in ambito territoriale e regionale di circa 500 unità lavorative nei vari ruoli, svolte in parte dall'Asl e in parte da risorse messe a disposizione dall'appaltatore» e che il 118 «è giunto a livelli critici di carenza in tutti i profili professionali: medici, infermieri, autisti e tecnici, accentuati anche dalla crisi pandemica covid, come già segnalato più volte».

La chiusura della postazione degli Incurabili dovrebbe essere provvisoria in attesa di nuove assunzioni ma anche su questo i napoletani del rione Sanità restano scettici: «Non riapriranno più!», protestano in coro. E ricordano con amarezza che «anche quando hanno chiuso l’ospedale ci avevano detto che si trattava di una scelta momentanea».

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