Napoli, in crisi il servizio di trasporto
scolastico: «Oltre al Covid anche gli abusivi»

Martedì 13 Aprile 2021 di Emma Onorato
Pulmino del servizio di trasporto scolastico

Nonostante la recente riapertura delle scuole c'è un settore che ancora fatica e stenta a riprendere a pieno regime, il settore in questione abbraccia la categoria degli operatori del trasporto scolastico di Napoli che oltre a fare i conti con la crisi economica, devono guardarsi le spalle anche dall'abusivismo. È in continuo calo il numero dei genitori che usufruiscono del servizio di trasporto scolastico e da quanto dichiara Luciano Pisaniello, operatore del sottore da ventidue anni, il suo lavoro si è bruscamente ridotto: «Abbiamo avuto un netto dimezzamento del numero di bambini».

A causa dell'andamento a singhiozzo che ha visto aprire e chiudere gli istituti scolastici con una certa frequenza, diversi genitori, considerato il momento di forte incertezza, non si sentono di accollarsi la retta del trasporto scolastico: «Se le scuole chiudono - racconta Pisaniello -  i genitori si trovano a pagare una retta inutilmente». Oltre al discorso delle rette, Luciano spiega che ad influire negativamente sul suo carico di lavoro si è aggiunto anche lo smart working; sono in continua crescita i genitori che, lavorando da remoto, preferiscono accompagnare i figli a scuola personalmente. Il servizio privato di trasporto scolastico si è adattato alle norme di sicurezza per il rispetto del distanziamento: «Prima portavamo a scuola otto bambini, massimo nove, ma da marzo sono circa quattro i bambini che trasportiamo».

 

Oltre all'aspetto meramente economico c'è da considerare anche un discorso che scoraggia le famiglie e crea sfiducia, un discorso legato alla questione della curva dei contagi che in città desta non poche preoccupazioni; di conseguenza si è verificato un arresto, un blocco, della richiesta legata al servizio di trasporto scolastico. Sabato 10 aprile, Luciano ha aderito all'iniziativa di prevenzione e screening dedicata agli operatori del trasporto scolastico della città di Napoli; si è sottoposto al tampone gratuito e dichiara: «Penso sia stato giusto farlo anche per far capire ai genitori che noi svolgiamo un servizio di eccellenza. Abbiamo avuto anche una nomina di eccellenza per il settore del trasporto scolastico a Napoli e ringrazio Carlo Di Dato che ci sta seguendo e aiutando insieme alla dottoressa Clemente». 

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Luciano auspica che il suo settore migliori in termini di tutele e riconoscimenti: «In altre parti d'Italia il servizio dello scuolabus è comunale - racconta Luciano - noi dal 2004 abbiamo ottenuto solo una licenza per il trasporto scolastico per tamponare l'abusivismo». L'autorizzazione N.C.C. è un permesso concesso dal Comune di Napoli ma, da come racconta Pisaniello, la presente licenza sembra essere ignota persino alla Regione Campania. In aggiunta al momento di crisi economica, dettata dalla pandemia, si addiziona anche il discorso dell'abusivismo: «Ci sono tanti abusivi che ci tolgono lavoro e non abbiamo nessuno che ci tutela perché il nostro servizio non è comunale, è privato, e quindi il Comune di Napoli non ci tutela». Luciano rispetta le misure di prevenzione anticontagio e quotidianamente, al termine di ogni corsa, sanifica il pulmino. Ma non è poca la sua delusione quando racconta di genitori che si fidano e si affidano all'abusivismo: «Chi fa questo mestiere abusivamente mette a poco prezzo il servizio che svolge con una macchina monovolume o con un pulmino senza permesso nè assicurazione. I genitori si fidano di loro per pagare un prezzo inferiore». Luciano infine racconta che negli anni addietro erano più di 400 gli operatori del trasporto scolastico, ad oggi sono solo 148 gli operatori autorizzati. Il suo mestiere richiede un'altissima responsabilità: «I genitori ci affidano bambini dai 3 ai 6 anni - e Luciano aggiunge - io mi assumo una grande responsabilità, rinnovo sempre licenza e patente: perché devo farmi scavalcare dagli abusivi?» conclude.

Ultimo aggiornamento: 14:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA