Sette sataniche, tantra e riti sacrificali: il dossier sull'esoterismo a Napoli

Mercoledì 4 Dicembre 2019 di Giuseppe Crimaldi

Gli ultimi rapporti attendibili - e tra questi ci sono anche quelli del ministero dell’Interno e dell’Osservatorio “Papa Giovanni XXIII” fondata da don Oreste Benzi - forniscono i dati più aggiornati e descrivono soprattutto la vastità del fenomeno: in Italia si contano almeno un centinaio di movimenti religiosi, ottomila sette e circa 300mila tra seguaci. Un fatto è certo: tra esoterismo e neopaganesimo, tra spiritualità e religione il numero di guru, santoni e adepti continua a crescere. E non è un caso se la Polizia di Stato ha istituito una task force composta da agenti, analisti, investigatori e psicologi chiamata ad occuparsi dei reati legati al fenomeno delle sette e dei gruppi esoterico-religiosi. Tutto questo, al netto del più allarmante dei fenomeni, che pure a Napoli e in provincia pare far registrare una pericolosa escalation: la diffusione del satanismo.

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La delicatezza dell’argomento richiede rigore nell’affrontare questa spesso inesplorata galassia. A Napoli il cono d’ombra legato a questi fenomeni aumenta se si considera che alcune delle sigle che vengono costantemente monitorate risultano impregnate da una autoreferenzialità settaria che ne blinda obiettivi ed attività, rendendole di fatto impenetrabili.

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Di fronte a questo scenario non resta che affidarsi ad un dossier sul quale si è già posata, e non da oggi, l’attenzione sia della Curia napoletana che delle forze dell’ordine. Perché dietro alcuni rituali e al di là delle elaborazioni di concetti para-filosofici ed esoterici spesso può fare capolino il rischio del plagio delle coscienze.
Nel capoluogo campano ci sono gruppi e associazioni che organizzano, spesso segretamente, incontri rituali che si svolgono presso alcuni luoghi peraltro di grande interesse storico e archeologico: il mitreo di via San Carminiello ai Mannesi, a Forcella; i resti del tempio dei Dioscuri presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo; e poi: la tomba di Virgilio, nel vicino mitreo, la scuola magica presso il Vergiliano e persino (pare sia gettonatissimo) il Bosco di Capodimonte.

Iniziamo il viaggio attraverso gruppi e associazioni locali sulle quali si sofferma costantemente anche l’attenzione degli investigatori chiamati a verificare legittimità di obiettivi e condotte. Lo facciamo precisando in premessa che le loro attività - pur restando monitorate - almeno al momento non risultano essere oggetto di indagini giudiziarie.

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È nell’area orientale, a San Giovanni a Teduccio, che ha sede la “Soka Gakkai” (Società educativa per la creazione del Valore), che dal lontano Giappone ha seminato proseliti sotto ogni latitudine. Ma quasi nessuno è in grado di dire quanti siano gli iscritti che varcano la riservatissima sede che si trova in via Ferrante Imparato. Per molti osservatori ed esperti si tratterebbe di una vera e propria setta capace di operare un vero e proprio controllo mentale sugli adepti. Va precisato che però Soka Gakkai oggi è ufficialmente riconosciuta come organizzazione religiosa (che dunque può beneficiare anche dei contributi dell’otto per mille).

Di meditazione “tantrica” si occupa invece il gruppo “Meditazione Trascendentale”, organizzazione “no profit” che si trova a Varcaturo: associazione basata su un rigidissimo quanto selettivo accesso, e che tra i programmi di formazione si propone anche di “curare” adolescenti e minori con problemi di “esuberanza infantile”. Anche “Scientology and Dianetics” (otto milioni di seguaci al mondo e 300mila associati in Italia) ha deciso di aprire una sua sede a Napoli, precisamente a Forcella: dal 1974, data del suo arrivo in Italia, di S&D si sono occupate anche diverse Procure d’Italia. 

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Ma se è giusto ribadire che su queste (e molte altre) associazioni presenti in città non risultano ad oggi condotte illegali, è sul versate delle pratiche riconducibili al satanismo che l’inquietudine cresce. E qui c’è sicuramente da preoccuparsi. Nel Napoletano, come - seppur in maniera ridotta anche nel resto della regione - si verificano con cadenza frequente i furti di ostie consacrate, ma anche le profanazioni di tombe e persino alcuni sacrifici di animali. E questa è sicuramente la prima e più importante zona d’ombra che meriterebbe massima attenzione investigativa. Nella chiesa di San Giuseppe a Pontecorvo, gioiello abbandonato nel cuore di Napoli, ci sono anche tracce evidenti di riti demoniaci: croci rovesciate, sigle esoteriche, tombe scoperchiate. Nella cripta sotterranea, qualche tempo fa, venne fatta una scoperta agghiacciante: qualcuno aveva violato due piccole bare bianche, devastando i poveri resti mortali di due bimbi. Uno scempio.

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Agnelli, conigli, galline, persino gatti e cani. Altre tracce terrificanti della presenza di sette sataniche “operative” a Napoli sono state documentate di recente. Un paio di fascicoli d’indagine su presunti riti satanici legati anche a violenze su giovanissimi sono transitati in questi ultimi anni anche per gli uffici della Procura di Napoli. Resti di animali orrendamente smembrati sono stati ritrovati persino in alcuni corridoi poi murati nell’area compresa tra il sottopasso Claudio e lo stadio San Paolo.
 

Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 09:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA