Napoli in piazza per le donne iraniane: «Siamo sconvolte per quello che sta accadendo»

Napoli in piazza per le donne iraniane: «Siamo sconvolte per quello che sta accadendo»
di Alessio Liberini
Giovedì 6 Ottobre 2022, 19:30 - Ultimo agg. 23:50
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Un drappo nero a simboleggiare il lutto ed un altro bianco come segno di rinascita. Uniti in un cerchio al coro di «Donne, vita, libertà». Tra le mani cartelli con su scritti diversi slogan, a partire da alcune frasi della poetessa iraniana scomparsa nel 1967, Forough Farrokhzad e le foto raffiguranti i volti di Masha Amini, Hadith Najafi e Alessia Piperno, la ragazza italiana arrestata in Iran per essere scesa in piazza insieme alle sue sorelle mediorientali. 

È un grido di rabbia, ed un faro che accede le luci della solidarietà, quello che hanno portato, questo pomeriggio, in piazza del Plebiscito a Napoli le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil. In sit-in all’esterno della prefettura partenopea per ribadire il proprio dissenso, e quello di tutta la società civile, verso le indegne immagini che arrivano dal Medio Oriente. Dove, negli scorsi tempi, due ragazze sono state ammazzate dalla polizia islamica con l’unica accusa di aver mostrato in pubblico una ciocca di capelli.

In centinaia hanno così gremito la piazza tra l’attenzione di tanti turisti stranieri che hanno apprezzato l’iniziativa, fermandosi anche per fare qualche foto. Solo negli ultimi giorni analoghe manifestazioni sono state svolte da nord a sud del vecchio continente. Oggi così anche la città partenopea ha scelto di schiararsi a «favore dei diritti per tutti».

«Siamo sconvolte per quello che sta accadendo in Iran – spiega Valeria, appena 20enne – anche perché la religione dovrebbe essere una scelta. Così come mettere il velo». «È impensabile che nel 2022 possono succedere cose del genere» racconta, invece, un'altra ragazza di 22 anni.

«Oggi più che mai dobbiamo affermare il diritto della democrazia – chiarisce Melicia Comberiati, segretaria della Cisl di Napoli – tutti, donne o uomini che siano, devono vivere ed essere liberi. Da Napoli arriva un forte grido di libertà per tutti gli iraniani e quanto prima la liberazione della nostra amica Alessia». «Quanto sta avvedendo in Iran è aberrante – racconta Nicola Ricci, segretario Cgil Napoli e Campania – che le istituzioni pressino, perciò siamo sotto la prefettura, il governo iraniano per la difesa dei diritti e di quelle libertà che un Paese civile e democratico come il nostro deve rappresentare».  «Il mondo del lavoro non può non schiararsi a difesa delle libertà – commenta Giovanni Sgambati, segretario della Uil Campania – in questo momento negata in Iran. Ancor di più dopo l’arresto di una nostra connazionale. Non solo hanno già ammazzato delle giovani donne ma c’è il rischio che continuino a reprimere la libertà». 

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In piazza, oltre alle parti sociali, anche tante istituzioni. A partire dall'assessore ai Giovani di Palazzo San Giacomo, Chiara Marciani e il presidente del Consiglio comunale, Enza Amato.

«Sottovalutiamo quello che possono essere dei piccoli dettagli, come il velo – spiega Marciani – ma dietro ci sono delle lotte che, anche nel nostro Paese, sono lotte conquistate negli anni. Come amministrazione comunale, insieme ad Enza Amato, volevamo ricordare quella che è la nostra attenzione verso queste tematiche».

A prendere parte al sit-in è stata anche la vicepresidente del Consiglio regionale campano, Loredana Raia, la quale ha annunciato che nel prossimo Consiglio «ci sarà una mozione per mostrare vicinanza innanzitutto per le donne iraniane ma anche per quelle che, in altre parti del mondo, soffrono per i soprusi generati da una cultura patriarcale».  

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