«No green pass», protesta a Napoli in via Toledo: «È uno strumento politico dittatoriale»

Lunedì 10 Gennaio 2022 di Alessio Liberini
«No green pass», protesta a Napoli in via Toledo: «È uno strumento politico dittatoriale»

Al grido di «no vax, si vax, a noi non interessa. Contro il green pass questa è la protesta» una ventina di manifestanti, contrari all’obbligo vaccinale e al lasciapassare sanitario, hanno inscenato questa mattina un breve sit-in all’esterno della stazione Toledo della metropolitana di Napoli. Annunciando presto nuove mobilitazioni già a partire da questo sabato pomeriggio, 15 gennaio. 

La protesta era nata, intorno alle 10, nella vicina piazza Dante dove un drappello di manifestanti, tutti senza mascherina, del “Coordinamento No Green Pass Napoli” e del collettivo “Studenti contro il Green Pass” hanno affisso numerosi volantini e manifesti all’esterno della stazione della Linea 1, proprio nel giorno in cui in Italia entra in vigore l’obbligo del Green Pass rafforzato per viaggiare sui mezzi pubblici cittadini, dove ormai da qualche settimana è obbligatorio il dispositivo di sicurezza Ffp2. Pena sanzioni che vanno dai 400 fino ai mille euro. 

«Dal 10 gennaio – si legge su un volantino attaccato all’esterno della fermata del metrò - uno studente non potrà andare all’università. Un lavoratore non potrà recarsi al posto di lavoro. Una persona malta non potrà recarsi a fare una visita». A solo pochi passi dal manifesto, tuttavia, in una farmacia in prossimità del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, si registrava – contemporaneamente – una fila di cittadini che si erano recati sul posto per effettuare un tampone. Un’istantanea di vita quotidiana odierna che va in relazione all’ondata di contagi da Covid che dalle festività natalizie sta travolgendo l’intera Campania.

Così da piazza Dante gli antagonisti si sono messi in marcia alla volta di via Toledo a suon di slogan, effettuati con un megafono, mentre altri consegnavano volantini ai passanti per spiegargli le proprie ragioni. Intorno alle 11 e 30 i “No Green Pass” hanno raggiunto Largo Berlinguer dove hanno inscenato un breve presidio statico, tra il passaggio di cittadini e turisti.

«Scegliere non è reato, discriminare si. Istruzione libera» si legge su un manifesto portato in piazza mentre in Campania è ancora bagarre per il rientro tra i banchi di scuola, previsto dal Governo proprio per oggi, e le disposizioni “pro Dad” della Regione. Con alcuni genitori dei piccoli studenti nostrani che hanno persino presentato un ricorso al Tar della Campania.

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«Da oggi – chiariscono gli antagonisti in presidio - senza alcun fondamento logico e scientifico, migliaia di persone vedranno i loro diritti allo studio, al lavoro, alla libera circolazione, ulteriormente calpestati». Mentre tra i manifesti compare anche un “gioco di parole” che richiama agli anni più bui del nostro Paese. Le ordinanze per contenere la diffusione di Omicron sono definite dai manifestanti “Leggi vaccisissime”: chiaro riferimento ai tempi del fascismo. Mentre, nel frattempo, molti cittadini incuriositi si avvicinano alla protesta. C’è chi da ragione ai manifestanti, ma anche chi li contesta. «Siete degli ignoranti» dice una signora agli stessi venendo accolta, tuttavia, comunque con un sano dialogo di confronto. Dove i “No Green Pass” gli spiegano, pacificamente, le proprie ragioni sul perché non hanno voluto vaccinarsi.

«Siamo riusciti a parlare con la gente – racconta Roberto Rossi, portavoce del Coordinamento No Green Pass Napoli - per farla uscire da questa cappa terroristica che è stata veicolata in due anni dai media. La gente non ragiona più è confusa e impaurita. Noi dobbiamo rincuorare il nostro popolo, la nostra gente. Gli abbiamo fatto capire che il Green Pass non è una misura sanitaria ma è una misura politica volta ad introdurre in Italia il sistema cinese. Un sistema di controllo sociale della cittadinanza: se si comporta in un certo modo sarà lasciata in pace sennò sarà punita con multe e decurtazione dello stipendio».

«Parecchi del popolo di Napoli - precisa Rossi - convengono con le nostre posizioni, non è vero che la gente la pensa tutta allo stesso modo, sono i media che la pensano tutti allo stesso modo perché in Italia non c’è più il pluralismo che si è andato a benedire negli ultimi anni». 

Mentre, per quanto riguarda il lasciapassare sanitario, i manifestanti lo definiscono esclusivamente «uno strumento politico dittatoriale, volto al controllo della nostra gente e del nostro popolo. Il vaccino è un diritto di chi decide liberamente di farselo ma non può essere imposto per legge: la nostra costituzione lo vieta».

Per tale ragione, secondo gli antagonisti, l’obbligo del super green pass per i mezzi pubblici «è una misura scellerata ed infame in uno Stato che non risponde al suo popolo ma a poteri lobbistici e della speculazione finanziaria che hanno tutto l’interesse affinché la nostra economia fallisca. Stanno istaurando questa dittatura proprio grazie al green pass». Sulla sicurezza negli istituti scolastici ai tempi del Covid, invece, «è una vergogna – spiega il portavoce del Coordinamento No Green Pass Napoli - che dopo due anni siamo sempre punto e da capo, non hanno fatto nulla. Ne per la sanità ne per le scuole per mettere veramente in sicurezza le strutture e gli alunni. Per loro è comodo scaricare tutta la colpa ai no Vax, un domani questi stratagemmi non pagheranno più».

Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA