Napoli, furbetti del cartellino all'ospedale Cardarelli: raffica di sospensioni per gli assenteisti

Sabato 20 Luglio 2019 di Ettore Mautone
«Io sono un cardarelliano e non sono un furbetto del cartellino». Questo lo slogan scelto dai camici bianchi del Cardarelli per difendersi dalle ricadute dell'inchiesta sui 62 dipendenti accusati di essere furbetti del cartellino. Due medici, alcuni centralinisti, diversi infermieri e altri profili sanitari sono stati immortalati dalle videocamere di sorveglianza nascoste in un periodo che va dal 2014 al 2017, mentre timbravano irregolarmente.
 
«Non si può gettare fango su 3 mila dipendenti onesti che, quotidianamente, lavorano con grande senso di responsabilità ed abnegazione, in condizioni di disagio e di continua emergenza ma con grande efficacia tanto da farne un'eccellenza riconosciuta della sanità di tutto il centrosud - avverte Luciano Vicenzo, delegato aziendale del Cardarelli della Cimo - confidiamo nel lavoro della Magistratura. Condividiamo pienamente l'operato del nostro Commissario straordinario Anna Iervolino». Fiducia nell'azione della magistratura e invito a concludere in tempi rapidi le indagini per definire responsabilità e relative sanzioni non solo dei singoli, ma anche nei confronti di coloro che avrebbero dovuto controllare e vigilare, la richiesta della Cgil. Intanto la Iervolino ieri ha avuto un carteggio con la Prefettura di Napoli in merito alla possibilità di procedere alla sospensione immediata e al contestuale avvio del licenziamento per i dipendenti colti in flagranza di reato. È intenzione del commissario, non appena saranno notificate indicazioni sulla posizione degli indagati, adottare tutte le misure previste dalle norme e costituirsi parte civile nel processo. «La responsabilità penale è personale - aggiunge Iervolino - ed è fuorviante parlare in questo di malasanità». «Pensiamo ai pazienti e lasciamo lavorare il commissario Iervolino», conclude Franco verde dell'Anaao.

Dai microfoni di Lira Tv interviene anche il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. «Un'altra operazione di pulizia per la sanità campana - avverte - stiamo facendo una ripulitura generale, altro che commissario - ha affermato - e anche di questo ho discusso con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nell'incontro a Roma». «Aspettiamo di capire come si chiude questa partita a luglio e poi ci regoliamo di conseguenza - ha aggiunto - la Campania farà una battaglia con i toni dovuti e l'energia giusta. Non pratichiamo l'accattonaggio istituzionale come sport mentre c'è chi chiede altri commissari per bloccare il lavoro della Regione». «Al Cardarelli ogni giorno migliaia di operatori sanitari lavorano con passione e sacrificio, in condizioni talvolta difficili, per garantire la salute dei cittadini, gli avvisi di garanzia odierni rendono giustizia soprattutto a loro» dice il presidente della commissione regionale Sanità del Consiglio regionale Stefano Graziano.

Intanto anche una delegazione di parlamentari e consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, guidata da Valeria Ciarambino, è stata ricevuta due giorni fa a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. La delegazione guidata da Valeria Ciarambino, ha illustrato le criticità della sanità campana partendo dalla recente inchiesta sul controllo esercitato dalla camorra su alcuni nosocomi, prospettando la necessità di misure emergenziali e il cambio di commissario anche in vista della verifica degli adempimenti sul Livelli di assistenza in programma a Roma nei prossimi giorni. Su questo tema va in direzione diversa il Patto della Salute in via di definizione in Conferenza Stato Regioni. Da un lato il ministro Giulia Grillo chiede più poteri per intervenire nelle situazioni regionali di criticità dall'altro i governatori hanno sottoscritto una bozza in cui i commissariamenti andrebbero in soffitta per puntare su un approccio basato sull'eventuale affiancamento di esperti dell'Agenas in singole Asl. Ultimo aggiornamento: 14:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA