Napoli, stadio e piscine off limits:
sono a rischio decine di gare

Domenica 6 Settembre 2020 di Luigi Roano
Napoli, stadio e piscine off limits: sono a rischio decine di gare

È corsa contro il tempo per ripristinare la termogestione degli impianti sportivi di Napoli per dare modo agli atleti - a iniziare dai nuotatori per finire al Calcio Napoli - di tornare ad allenarsi e agli azzurri di disputare il match amichevole di venerdì contro il Pescara al San Paolo. Primo test di un certo spessore della stagione. Come anticipato dal Mattino gli impianti sono senza termogestione cioè quell'attività di manutenzione ordinaria che consente a tutti gli impianti sportivi di funzionare. Non si tratta solo di acqua calda, ma di tanto altro: si va dalla temperatura degli ambienti, come gli spogliatoi, alla gestione delle acque delle piscine, alla sanificazione e salubrità dei siti e a tutti quei sostegni che riguardano gli atleti nel pre e nel post-gara. Una situazione di impasse dovuta al fatto che l'affidamento della gara di appalto, causa diversi ricorsi, è stata stoppata dal Tribunale amministrativo regionale che ha sospeso anche il servizio. Gara messa in campo dal Comune - gli impianti sono tutti di proprietà di Palazzo San Giacomo - e sospesa dal Tar che si esprimerà nel merito non nell'immediato, entro uno o due mesi. Impianti, va detto, che hanno subito tutti un forte maquillage grazie alle Universiadi dell'anno scorso. I Giochi hanno ridato nuova vita a strutture che erano sostanzialmente fatiscenti.

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IL COMUNE
Una grana che è finita dritta sulla scrivania dell'assessore allo Sport Ciro Borriello che sta cercando di trovare una soluzione tampone. A spiegare la strategia è lui stesso: «Napoli-Pescara a rischio? C'è questo vizio di fare ricorso al Tar quando c'è una gara, riguarda la termogestione e non siamo riusciti ad affidare l'appalto alla ditta vincitrice» racconta nel corso di un intervento radiofonico. Borriello entra nel vivo della soluzione e spiega: «Una ditta s'è resa disponibile per portare avanti il servizio, c'è un appuntamento con i tecnici. Si tratta dell'azienda classificatasi alle spalle delle prime due della graduatoria. Un affidamento temporaneo in attesa della pronuncia del Tar che auspico sia in tempi brevi». Sulla impossibilità di disputare la partita Napoli-Pescara l'assessore è moderatamente ottimista: «Non penso ci saranno problemi al riguardo, l'ordinanza per l'affidamento temporaneo del servizio è pronta e domani dovremmo ripartire con il servizio». Insomma la situazione sarebbe sotto controllo, c'è da chiedersi cosa accadrebbe se arrivasse un altro ricorso con un'altra sospensiva, eventualità che nessuno si augura. Il Calcio Napoli, così come la Federazione del nuoto, hanno contattato - a quanto risulta - l'assessore che avrebbe dato loro rassicurazioni serie sulla ripresa della termogestione degli impianti se anche con un servizio temporaneo. La gara fermata dal Tar era valevole per tre anni con un costo di circa 3,5 milioni a carico del vincitore il quale dovrà provvedere anche al «ripristino funzionale» degli impianti laddove risultino vecchi o danneggiati.

LE STRUTTURE
Senza questo vitale servizio ci sono la bellezza di 19 impianti cittadini, cioè tutte le strutture. Oltre al San Paolo c'è la piscina Scandone, il Palabarbuto, la piscina Paladennerlein, la piscina Nestore, il Palavesuvio, il Virgiliano, gli stadi di Ponticelli e Barra, il Campo via dietro la Vigna a Scampìa nel parco Corto Maltese e molti altri nelle sterminate periferie della città. Unica valvola di sfogo per chi vuole fare sport e non svenarsi in impianti privati. Domani, al massimo martedì, se ne saprà di più. Vale a dire se l'ordinanza di affidamento temporaneo del servizio è lo strumento giusto o meno. Si ricorderà la ferita aperta dello stadio Collana, di proprietà della Regione, che da 4 anni si è infilato nel tunnel dei ricorsi al Tar ed è chiuso.

Ultimo aggiornamento: 12:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA