​Napoli, San Carlo allagato: sospetti
sui controlli della nuova ditta esterna

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di Luigi Roano

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Si chiamano splinker e sono quegli aggeggi attaccati ai soffitti che sparano acqua in caso di incendio, il punto è che al San Carlo gli splinker si sono attivati in una notte fredda e tempestosa con la temperatura non troppo lontana dallo zero e senza nemmeno una timida fiammella che illuminasse le scene. E non c'è traccia nemmeno di richiesta di intervento ai vigili del fuoco.

Perché è scattata allora la doccia non richiesta sugli arredi del San Carlo? Un cattivo funzionamento degli impianti che sono sofisticatissimi e fatti apposta per il teatro? O ci potrebbero essere spiegazioni più maliziose come quelle sussurrate nel Massimo napoletano da chi ci lavora? Certo è che - chiamiamolo così per comodità - l'incidente ha innescato allarmi e polemiche sulla sicurezza. Per esempio, tra gli interrogativi ne spicca uno: chi è che si occupa dei controlli notturni - l'allagamento è avvenuto di notte - e può intervenire in caso di malfunzionamento degli splinker?

Fino a qualche settimana fa una squadra di tecnici specializzati del San Carlo faceva le cosiddette «notti» a 170 euro a botta, una decina al mese e così lo stipendio tocca vette - è il caso di dire - liriche. Poi tutto cambia, è tempo di austerity, il sovrintendente Rosanna Purchia chiede aiuto al Comune, che si rivolge alla Napoli servizi - società interamente pubblica gestita da Mimmo Allocca, che ha così tanti poteri con quell'azienda da sembrare un sindaco - e si arriva all'esternalizzazione con conseguente subappalto. 

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Mercoledì 16 Novembre 2016, 09:19 - Ultimo aggiornamento: 16-11-2016 09:34
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2 di 2 commenti presenti
2016-11-16 10:58:13
E poi ci chiediamo del perchè dei commissariamenti. non ci si può fidare di nessuno, soprattutto del pubblico servizio dove ogni emergenza diventa opportunità di lucro (illecito) e ogni processo a valle rimane sempre senza colpevoli e risarcimenti. Vogliamo contratti di servizio chiari con controlli severi e con responsabilità certe ; basta con le prese per i fondelli che ci relegano ad ultima città d'Italia.
2016-11-16 09:37:35
la solita canzone , la ditta esterna , mentre gli interni sono lavoratori solerti prepati e tutti amano il san carlo , le ditte esterne (dovunque) esisteno per che chi "lavora" all'interno non vuole lavorare e nessun capo ,dirigente , direttore o presidente è in grado di farli lavorare , per che a sua volta non lo fa .

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