Napoli, le torri dell'orrore ​dove i topi strappano il cibo ai disperati

Lunedì 1 Novembre 2021 di Paolo Barbuto
Napoli, le torri dell'orrore dove i topi strappano il cibo ai disperati

Mezzogiorno: la coda alla mensa del Carmine è già consistente, ché la povertà morde ancora di più per colpa della pandemia. Mezzogiorno: nei giardinetti delle Torri Aragonesi di fronte alla mensa, inizia a muoversi un magma di pellicce e zampette, fuoriesce dalle spaccature delle mura appena restaurate, si posiziona all’assalto del cibo. Sono topi, a migliaia, che escono per dare la caccia al cibo appena consegnato ai bisognosi. L’evento si verifica ogni giorno alla stessa ora: gli animali sono intelligenti, sanno cosa fare, come muoversi. La situazione si ripete senza soluzione di continuità con migliaia di topi impazziti che vanno a caccia di cibo. La scena è ripugnante.

Sul posto quasi ogni giorno c’è Alfredo Di Domenico che un tempo era “Bukaman” e denunciava i dissesti cittadini, oggi è tornato ad essere Alfredo e cerca disperatamente di lottare contro tutto il marcio che vede nella sua Napoli. Appuntamento proprio a mezzogiorno: «Vieni, vieni a vedere. Così capirai perché da mesi mi batto per cancellare questa vergogna». Inizia un tour nell’inimmaginabile, è uno slalom fra persone (soprattutto stranieri) che ti sorridono mentre addentano un pezzo di pane e si sbracciano per allontanare un topo troppo aggressivo; è un film horror dove piccioni e gabbiani tentano di entrare nel regno dei roditori e vengono scacciati con lotte senza pietà che lasciano per terra carcasse di animali sui quali altri animali si avventano voraci. Una parte delle persone che si rivolge alla mensa del Carmine, attraversa via Marina e viene nei giardinetti delle Torri a consumare il pasto. È qui che si ripete il rito dell’assalto dei topi, è qui che dovrebbe intervenire senza indugio una qualunque autorità: Asl, Comune, Protezione civile, vigili, polizia, ci vorrebbe qualcuno in grado di tenere le persone lontane da quello schifo o di tenere gli animali lontani dalle persone. Invece uomini e animali convivono in una coabitazione degradante, umiliante.

LEGGI ANCHE Chiude la mensa dei poveri: «Basta degrado e siringhe»

Spesso vicino a quelle torri passano i turisti, si imbattono nello spettacolo della vergogna e si fermano a fotografare. Anche ieri mattina s’è avvicinato un gruppetto di quattro persone: si sono fermate a scattare, a debita distanza per via del ribrezzo, hanno iniziato a subito a “postare”, magari con l’hashtag “Napoli”, bella pubblicità per una città che tenta di riconquistare il turismo. Qualche settimana fa proprio Alfredo Di Domenico ha scattato la foto che vedete in questa stessa pagina: la bimba straniera che, entusiasta, indica ai genitori un topo grande quanto un cagnolino. Le segnalazioni sulla situazione di degrado sono state decine negli ultimi mesi, di interventi non ce n’è stato nessuno. Così anche la discarica di resti di cibo nel fossato davanti alle torri è cresciuta a dismisura: un corridoio lungo cinquanta metri colmo di pattume, pezzi di pane, residui di pasta. È proprio in mezzo a quell’immondizia ricca di resti dei pranzi che la gigantesca colonia di topi trova la sua linfa vitale, è proprio da quella montagna di schifezze che dovrebbe partire un’eventuale operazione di bonifica e derattizzazione.

Video

«Attento, spostati, ti viene addosso», Alfredo ride per il balzo all’indietro di fronte al gigantesco topo, e si dispera di non aver avuto a portata di mano lo smartphone per una ripresa delle sue: «Questa sì che sarebbe stata una denuncia forte. O forse no. Questa città finge di non vedere, di non sapere. Scommetti che anche dopo questa richiesta di intervento non cambierà nulla?». La risposta è «scommetti, invece, che stavolta succederà qualcosa? Che verranno a cancellare questo schifo?», ma in fondo la consapevolezza è che forse, purtroppo, ha ragione lui. 
 

Ultimo aggiornamento: 2 Novembre, 07:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA