Napoli, troppe mamme bambine:
città «laboratorio» per le gravidanze

Napoli, troppe mamme bambine: città «laboratorio» per le gravidanze
Venerdì 16 Settembre 2022, 11:55 - Ultimo agg. 11:56
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La Campania è tra le regioni con il maggior numero di parti  in donne sotto i 20 anni, gravidanze che spesso arrivano inattese. E ha un primato non certo positivo, quello del numero delle madri minorenni (sotto i 17 anni), con 226 bambini nati nell’ultimo anno. Numeri emersi in occasione della presentazione a Roma dei progetti messi in campo da Organon. Ed è proprio sulla scia di questi dati che la città di Napoli è stata scelta come laboratorio per un progetto pilota finalizzato a realizzare un intervento educativo sulla prevenzione delle gravidanze non pianificate tra le giovani donne nei quartieri di Napoli.

Il progetto, promosso dalla Fondazione Scuola di alta formazione donne di governo con il contributo incondizionato di Organon nasce con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla pianificazione familiare (Pf) e i metodi contraccettivi. Si tratta di un intervento sul campo rivolto alle generazioni di adolescenti e alle giovani donne che denunciano una non adeguata conoscenza sui temi legati alla natalità, al concepimento, alla libertà di scelta e all’accesso alla contraccezione. Il progetto prenderà il via entro il 2023, e vedrà il coinvolgimento delle adolescenti delle scuole superiori, delle giovani in ambito universitario e donne in età fertile che saranno educate e formate attraverso questionari, materiali cartacei e strumenti digitali da team di ginecologi e con il supporto di psicologi e altre figure professionali.

«Il fenomeno delle ragazze madri minorenni è molto diffuso a Napoli - spiega Annarosa Buttarelli, direttrice della Scuola di alta formazione donne di governo - specie nei quartieri dove è meno tutelata la salute. L’obiettivo principale è quello di fare formazione in modo tale da rendere possibile per le ragazze di non cadere in scelte che possono avere conseguenze gravi con problemi di salute e di gravidanze non desiderate. Lo sforzo principale che dobbiamo mettere in campo è creare una rete di consapevolezza sia da parte delle ragazze, a cominciare dalla scuola, sia delle famiglie. Il secondo obiettivo è quello di mettere a disposizione soluzioni fattibili per le interruzioni di gravidanza necessarie, per esempio lavorando in sinergia con i consultori in modo da rendere accessibili i migliori metodi contraccettivi disponibili».

«Investire sulla competenza delle donne, sulle loro capacità perché siano in grado di scegliere se e quando volere un figlio - interviene Rosetta Papa, ginecologa e docente della Federico II - questo è il vero, forse utopico obiettivo del progetto. Le conclusioni riportate da studi seri e affidabili confermano che c’è necessità di informare ed educare su questi temi. Al momento è certo che lavoreremo insieme con le Università e se i presidi e le famiglie ci autorizzeranno entreremo anche in alcuni Istituti superiori, contatteremo i comitati delle Pari opportunità delle aziende e le Associazioni che si occupano di tutela al femminile». I progetti messi in campo da Organon guardano anche ad un approccio consapevole alla menopausa, volendo favorire un approccio diagnostico integrato e multidisciplinare concordato tra ginecologi, endocrinologi e cardiologi per la gestione ottimale delle donne tra i 45 e i 60 anni attraverso la realizzazione di un documento di consenso intersocietario e multidisciplinare tra la Società italiana di ginecologia e ostetricia, la Società italiana di endocrinologia e la Società italiana di cardiologia. Di primissimo piano il board di esperti coinvolti, che vede tra gli altri Nicola Colacurci (presidente Sigo), Annamaria Colao, (presidente Sie), Andrea Lenzi (presidente del Collegio dei professori di endocrinologia) e Pasquale P. Filardi, presidente Sic, insieme con un panel multidisciplinare di 60 specialisti tra ginecologi, endocrinologi e cardiologi.

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