Napoli, il turismo dà lavoro ma quant'è difficile diventare una guida

di Delia Paciello

Napoli gremita di turisti. È questa la novità degli ultimi anni. Crescono le persone in visita nel capoluogo campano provenienti da tutto il mondo, ma anche i napoletani stessi sono alla scoperta di tanti posti in passato non valorizzati, che invece custodiscono un grande patrimonio storico, artistico e culturale. Ora ci sono tante associazioni di volontari che operano nel territorio per dare valore a questa città. Si apre così una nuova finestra, quella del turismo, che potrebbe portare lavoro a tanti giovani che amano questa terra ma che sono costretti ad andare via, perché qui non vi è futuro.

Eppure, non è così semplice lavorare in ambito turistico, nonostante i numerosi visitatori in giro per la città alla ricerca disperata di guide che possano illustrare loro le curiosità, la storia, le particolarità, per non sentirsi spaesati fra i vicoli caotici e colorati di Napoli. E sono tanti anche i ragazzi che hanno studiato per anni l’arte e la cultura delle nostre terre ma che ora sono a spasso. Per diventare guida turistica autorizzata è necessario fare un concorso valido a livello nazionale. In Campania, come in altre regioni, tali concorsi sono sporadici e non ci sono scadenze prestabilite.

«I giovani hanno il diritto di poter sfruttare i propri studi e lavorare, ma c’è poco spazio per i tanti giovani laureati che invece hanno voglia di lavorare», spiega Anna Di Lorenzo, autrice del libro Napoli Sotterrata che collabora alla valorizzazione del grande patrimonio storico presente negli scavi di San Lorenzo e che porta da tempo avanti la sua campagna per consentire ai giovani di raccontare l’arte e la storia di questa città. «Una ragazza ha ricevuto una multa di mille euro. È vietato raccontare e illustrare il nostro patrimonio senza avere un’abilitazione precisa, ma almeno che i giovani preparati siano messi in condizione di poter lavorare», continua Anna. Giusta l'autorizzazione, ma la situazione cambia da regione a regione.

La perseveranza alla fine viene sempre premiata, ed è così che Anna ha scoperto un nuovo modo per poter sostenere l’esame di guida turistica e ricevere così l’abilitazione: «Nella mia ricerca disperata di soluzioni ho finalmente trovato un sito, che permette a chi vuole diventare guida turistica di fare un corso e di sostenere un esame proprio come si fa per chi vuole raggiungere una specializzazione. Questo accade in Sardegna, non in Campania. Ovviamente ci sono dei prerequisiti richiesti, come la laurea in materia umanistica. Ma almeno questa prassi consente di accedere alla preparazione per poi essere riconosciuto a livello nazionale come guida autorizzata. In questo modo ho risolto i miei problemi e anche quelli di tanti giovani».

Interviene Pietro Melziade, presidente dell’associazione Guide Turistiche Campania: «Non sono d’accordo con la ricerca di nuove prassi per ricevere l’abilitazione. Un tempo, è vero, i concorsi erano sporadici, ma ora la legge stabilisce che in Campania ce ne sia uno ogni tre anni, e in Italia ci sono oltre 25 mila guide turistiche autorizzate. Si può sicuramente fare il concorso anche in altre regioni, ma la sentenza del Consiglio di Stato stabilisce che le regioni non possano muoversi autonomamente in mancanza di una legge nazionale di riferimento. E, in effetti, questa legge al momento non c’è. Bisogna regolarizzare l’iter per diventare guida turistica autorizzata, e in quanto rappresentante di categoria chiediamo controlli e giuste sanzioni».
Mercoledì 16 Agosto 2017, 09:46 - Ultimo aggiornamento: 15 Agosto, 23:42
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