Boom musei nell'estate di Napoli:
exploit Cristo Velato: tremila biglietti

Boom musei nell'estate di Napoli: exploit Cristo Velato: tremila biglietti
di Pietro Treccagnoli
Martedì 27 Dicembre 2016, 08:19 - Ultimo agg. 15:02
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Il «Cristo Velato» ha fatto il botto. Un Santo Stefano così non s'era mai visto. Ma non solo alla Cappella Sansevero, diventato da anni il cult imperdibile per il turista a Napoli, ma per quasi tutti i musei cittadini. Un pienone che ha messo sul podio, per numero di visitatori, proprio la chiesa della famiglia del principe Raimondo di Sangro, con la sfilata delle statue allegoriche e misteriche che fanno da corona alla magnifica scultura di Giuseppe Sanmartino. Quando la biglietteria ha chiuso, ieri sera, erano stati staccati 2982 ticket d'ingresso. Con un flusso molto alto, continuo, senza soluzione di continuità, con code che si allungavano per decine e decine di metri, la cappella di via De Sanctis, adiacente a San Domenico Maggiore, è stata la regina delle feste natalizie.

Una cifra irraggiungibile, senza dubbio. Perché alle spalle del «Cristo Velato», c'è san Gennaro (ubi maior minor cessat), ma quasi doppiato. Il Museo della Cappella del Tesoro del patrono di Napoli, diretto da Paolo Iorio, nel giorno di Santo Stefano, ha visto entrare nelle sale, dove sono esposti i pezzi più straordinari del patrimonio di gioielli (mitra e collare, in primis) custodito dalla Deputazione, circa 1700 visitatori, un numero più alto degli anni passati, segno che il museo di via Duomo si conferma sempre più una tappa consolidata per chi vuol ammirare le bellezze della città e conoscerne la storia.

Alla Vigilia i biglietti staccati per san Gennaro sono stati 420 e a Natale (giorno in cui il museo era regolarmente aperto) 1050. Molto distaccati gli altri. Il Madre, il museo di arte contemporanea di via Settembrini, nel weekend natalizio ha visto entrare 840 visitatori, dei quali 640 solo ieri. Il lunedì per il museo diretto da Andrea Viliani è tradizionalmente giorno di ingresso gratuito. Attualmente, oltre alla collezione permanente con opere di Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Rebecca Horn, Richard Serra, Anish Kapoor e altri maestri del Contemporaneo, sono in corso tre mostre: la «Retrospettiva a luce solida» di Fabio Mauri (fino al prossimo 6 marzo); il project room le «Sette Stagioni dello Spirito» di Gian Maria Tosatti (fino al 20 marzo) e il Presepio di Jimmie Durhan, inaugurato giovedì scorso. Anche al Museo Archeologico (il Mann), lo scrigno con tutti i tesori di Pompei e della Collezione Farnese, è stata registrata una crescita del numero di turisti.
 
 

Ieri, intorno alle 17 si sfiorava quota 800. A Natale, il museo che resterà aperto a Capodanno, era invece chiuso, mentre il 24 dicembre sono stati staccati 412 biglietti. In crescita pure i turisti che si sono sobbarcati della salita a Capodimonte per non perdersi i capolavori di una delle Pinacoteche più importanti d'Italia (con la «Flagellazione» di Caravaggio, la «Crocifissione» del Masaccio e tutti gli altri capolavori che riempirebbero un'intera pagina, è esposta temporaneamente «La donna con il liuto» di Vermeer), ma penalizzata da un'accessibilità inadeguata. Non ci sono cifre ufficiali, ma l'afflusso, spiegano alla biglietteria, è stato molto buono, superiore alla media degli anni passati. In tanti non si sono lasciati scappare la possibilità di ammirare, a palazzo Zevallos, a Toledo, l'ultimo Caravaggio, il «Martirio di sant'Orsola» che il genio barocco dipinse a Napoli nel 1610. Oltre alla collezione che mette in fila opere di Van Wittel Giacinto Gigante, Domenico Morelli, Vincenzo Migliaro, giusto per dire, è in corso la mostra di Salvatore Fergola, pittore dell'ultimo periodo borbonico, maestro del paesaggio. Chi s'è perso qualcosa ha Capodanno per recuperare perché non si vive solo di pizza fritta.

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