Napoli: impianto guasto e niente giardinieri, morte le aiuole di Villa Pignatelli

Martedì 3 Settembre 2019 di Gennaro Di Biase

Infelice il destino delle aiuole di Largo Pignatelli. Consegnate come arredo urbano nel dicembre 2018 - e cioè al completamento dell’uscita della metro di Riviera di Chiaia, a oggi off limits in attesa della fine dei lavori - sono fiorite per qualche mese. Poi, a causa di un «guasto all’impianto d’irrigazione» mai riparato nonostante le segnalazioni, sono marcite e diventate palcoscenico della solita immondizia incivile.
 
L’unica soluzione per riavere un po’ di verde, quando - si spera - verrà consegnato il cantiere della Linea 6 nel 2020, «è ripiantare tutto - spiega Benedetta de Falco, ambientalista napoletana e presidente dell’Associazione Premio GreenCare, che ha segnalato due volte inutilmente il problema a giugno e luglio - Potremmo anche prendercene cura noi». Entro il weekend, spiegano da Palazzo San Giacomo, sarà convocata una riunione per trovare una soluzione. 

Largo Pignatelli è una zona della città appena rinfrescata, almeno in apparenza. Il cantiere è stato chiuso - sebbene, come detto, l’uscita della metro sia sbarrata - e qui si sono aperti diversi locali dall’aria accogliente. Le aiuole, finché erano vive, abbellivano un quadretto pittoresco con vista Villa Comunale. Oggi, però, i cespugli verdi sono diventati rovi ingialliti, l’erba è marrone come dopo un incendio, l’immondizia ha sostituito i fiori. Il quadro è cambiato in pochi mesi: da natura rigogliosa a natura morta. Il problema? Prima troppa acqua, poi troppo poca. Il sistema di irrigazione è andato in tilt, generando un effetto geyser. Dopo la segnalazione del guasto, l’impianto è stato staccato ma mai riparato.

«Abbiamo più volte segnalato all’assessore al Verde che le aiuole di Largo Pignatelli stavano morendo per un’avaria al sistema d’irrigazione ma non è stato preso alcun provvedimento per evitare il disastro - continua de Falco - Il problema della manutenzione ordinaria dei giardini e dei sistemi di irrigazione a Napoli è sotto gli occhi di tutti. E non servirà mettere a dimora nuovo verde con questi risultati. Vorremmo per una volta i nomi ed i cognomi di chi avrebbe dovuto lavorare a queste aiuole e non lo ha fatto. E che siano presi dei provvedimenti esemplari perché il verde pubblico è un bene collettivo di primaria importanza e danneggiarlo è un gesto che si configura a metà strada tra reato ambientale e attentato sociale. Bisognerà provvedere velocemente a rimuovere tutta la vegetazione secca perché il degrado genera ulteriore degrado e le aiuole di Largo Pignatelli stanno diventando una discarica a cielo aperto». 

La cura del verde “orizzontale”, cioè delle aiuole, da statuto sarebbe compito delle Municipalità. Il parlamentino di Chiaia non nega le responsabilità ma specifica le difficoltà di dover far fronte alla penuria di fondi finora stanziati per il verde. «Premesso che la manutenzione delle aiuole spetta alle Municipalità - dichiarano il presidente della I Municipalità Francesco de Giovanni e l’assessore Fabio Chiosi - è necessario specificare che da oltre 7 anni l’amministrazione comunale non ha stanziato un solo euro per il comparto della cura del verde. Nei mesi scorsi abbiamo messo mano alla tasca, anche insieme con i consiglieri, acquistando tosaerbe, decespugliatori e persino la benzina. Per Chiaia e San Ferdinando abbiamo in tutto 6 giardinieri cui mancano anche il vestiario di lavoro, gli strumenti minimi ed i mezzi di trasporto. Dire che friggiamo il pesce con l’acqua è riduttivo. A questo punto, invece di utilizzare i proventi della tassa di soggiorno per ripianare i buchi di bilancio causati dai cospicui sconti per eventi sul lungomare, l’amministrazione valuti di impiegare quelle somme per incrementare la cura del verde». 

Ciro Borriello, assessore al Verde del Comune - che come le Municipalità fronteggia carenza di personale, con appena 100 giardinieri in tutta Napoli - ha fissato un incontro sul caso Largo Pignatelli: «Da un anno quelle aiuole sono passate sotto la cura della Municipalità. Non è mia intenzione gettare la croce sui lavoratori dei parlamentini, costretti a lavorare quotidianamente tra mille problemi e carenza di personale. Ho convocato per il fine settimana una riunione con alcune associazioni ambientaliste e con la Municipalità per trovare delle soluzione condivise».
 

Ultimo aggiornamento: 4 Settembre, 11:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA