Nico, primi rilievi dall’autopsia: «Cocktail di alcool e sostanze chimiche nel sangue»

Lunedì 16 Aprile 2018 di Petronilla Carillo

Potrebbe non essere stato l’alcol a creare uno stato di forte agitazione in Nico Marra, il ragazzo morto la notte di Pasqua a Positano cadendo in un dirupo dopo una serata in discoteca. O almeno potrebbe non essere stato solo l’alcol. I risultati ufficiali dell’autopsia eseguita dal professore Pietro Tarsitano della Federico II e dalla tossicologa Pascale Basilicata saranno consegnati nelle mani del procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale della procura di Salerno non prima di altri sette giorni. Uno slittamento nella consegna delle perizie reso necessario da un qualcosa che sarebbe emerso dalle analisi e che avrebbe indotto i due esperti ad ulteriori approfondimenti. I risultati (non ancora ufficiali) evidenzierebbero la presenza, nel sangue di Nico, di sostanze chimiche non ancora tipizzate.

Insomma, sostanze che necessitano di ulteriori approfondimenti per capire di cosa si tratti e quali effetti potrebbero aver avuto sulle condizioni psicofisiche del ragazzo. Secondo quanto accertato finora ci sarebbero tracce di alcol nel suo corpo ma non in grandi quantità: Nico aveva bevuto ma, probabilmente, non era tanto ubriaco come hanno tutti voluto far credere. Sicuramente, però, l’alcol potrebbe aver amplificato l’effetto di queste sostanze che devono ora essere ben qualificate. Insomma, si procede con cautela e con tutte le attenzioni del caso. 
 
Intanto gli inquirenti attendono proprio le relazioni dei due periti per colmare alcune lacune della drammatica storia e dare così un senso al comportamento del ragazzo. Ci sarebbero difatti dei punti ancora oscuri nella vicenda, soprattutto rispetto a quanto accaduto all’interno della discoteca e del gruppo di amici di Nico. Punti oscuri sui quali chiedono chiarezza anche i genitori del ragazzo. È stato proprio il legale della famiglia, l’avvocato Mario Carnielli, nel giorno dei funerali, a stupirsi del comportamento del giovane: «Lui era un fifone - ha osservato - non si sarebbe mai allontanato da solo e con il buio. Ecco perché noi siamo convinti che sia accaduto qualcosa prima... all’interno della discoteca». Un dettaglio, questo, che sarebbe apparso strano anche dopo la visione dei filmati da parte degli investigatori. Se difatti i carabinieri della compagnia di Amalfi, agli ordini del capitano Roberto Martina, non hanno mai avuto dubbi sulla dinamica dei fatti e sull’accidentalità di quanto accaduto, qualche domanda se la sono posta proprio in merito ad alcune cose che potrebbero essere accadute prima. Indagini in un certo senso blindate dalla procura e proprio questo lascerebbe intendere che forse gli inquirenti possano avere altri sospetti. 

Il titolo di reato ipotizzato, ricordiamo, è di morte come conseguenza di altro delitto ma non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Una ipotesi di reato che, però, potrebbe consentire agli inquirenti di vagliare anche altri elementi. Unica certezza al momento è la dinamica: l’allontanamento del ragazzo, seguito fino ad un certo punto dalle telecamere di videosorveglianza del Comune e delle attività del posto, quindi i segni sul cadavere che sono perfettamente compatibili con una caduta e con le tracce lasciate dal corpo del giovane sul terreno. 

Quello che resta invece da capire è come mai Nico fosse così agitato. È vero che aveva perso il cellulare ma è anche vero che ne aveva trovato un altro simile e credeva fosse il suo. È vero che aveva perso il tagliando per ritirare il cappotto, ma è anche vero che questo poteva essere un falso problema perché risolvibile. È vero che la serata non era tanto fresca, ma è pur vero che la temperatura non era neanche così alta da indurlo a spogliarsi e a camminare, nel cuore della notte, a torso nudo come invece ha fatto tant’è che la sua camicia è stata la prima traccia trovata dagli investigatori. Tanti punti interrogativi ai quali ora gli inquirenti intendono dare risposte proprio a partire dagli esami tossicologici che potrebbero rimettere in discussione anche le testimonianze dei suoi amici. Testimonianze che collimano tutte su quanto accaduto ma solo da quando Nico è uscito dalla discoteca. Di quanto accaduto prima, nessuno parla. Molti hanno solo dichiarato di aver visto più volte Nico al bancone del bar.

Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 21:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA