Matrimoni gay vietati nel chiostro
francescano del Comune a Sorrento

Venerdì 11 Maggio 2018 di Massimiliano D'Esposito
Matrimonio civile al Chiostro di San Francesco celebrato dal sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo

SORRENTO. È una delle location preferite dalle circa 500 coppie che ogni anno scelgono Sorrento per celebrare le proprie nozze con rito civile. Soprattutto nel periodo estivo il trecentesco Chiostro di San Francesco ospita anche tre o quattro cerimonie al giorno. Finora i riti hanno sempre riguardato sposi etero. Per questo quando è arrivata la richiesta di celebrare una unione civile in base alla legge Cirinnà tra due persone dello stesso sesso gli uffici comunali sono stati presi alla sprovvista. Poi a Vincenzo D’Andrea è stata inviata una risposta secca: «Nel Chiostro di San Francesco non si svolgono cerimonie riguardanti unioni civili». Il 26enne napoletano da sei anni convive con Heriberto Vasquez Ciro. Ora i due volevano celebrare la loro unione con parenti ed amici e per questo avevano scelto come cornice il cortile interno dell’antico monastero francescano. Poi la doccia fredda del diniego arrivato via mail dal Comune che per Vincenzo D’Andrea è una discriminazione nei confronti degli omosessuali. Per questo ha segnalato la vicenda all’Arcigay di Napoli. «La struttura, nella quale si svolgono diverse attività, è del Comune – spiega il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo – ma ospita su un piano le celle dei monaci francescani, i quali per accedervi passano dal Chiostro. Sin dall’approvazione della legge Cirinnà abbiamo stretto con loro un accordo verbale ma chiaro: sì ai matrimoni civili, ma niente unioni civili». Il primo cittadino chiarisce che la sua città non discrimina gli omosessuali e non vieta le unioni civili, tanto che ci sono tre luoghi nei quali si possono celebrare e sono strutture altrettanto belle: una sala del Municipio, il Museo Correale e Villa Fiorentino.

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 06:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA