Noemi, i genitori: «Nessuna vendetta
​ma noi vogliamo giustizia»

Mercoledì 15 Maggio 2019 di Giuliana Covella
«Non vogliamo vendette, chiediamo solo che venga fatta giustizia e che la legge faccia il suo corso». Parlano i genitori di Noemi. Fabio e Tania, 25 e 22 anni, tramite gli avvocati Angelo e Sergio Pisani si soffermano sulle indagini dopo la sparatoria di piazza Nazionale in cui è rimasta gravemente ferita la loro bambina di 4 anni: «Ci auguriamo che non ci sia alcuna distrazione e che si arrivi a un verdetto giusto, anche per fare in modo che queste cose non accadano mai più. Nessuno può immaginare cosa stiamo vivendo in questo momento». Parole significative secondo Angelo Pisani: «Questa - dice - è la bella immagine di Napoli». Tania Esposito era stata sentita il 3 maggio dalla Mobile poco dopo il raid: «Ero al bar con i miei parenti, mia madre stava con Noemi e io con la più piccola - ha raccontato - Poi c'era anche mia sorella. Ho sentito quegli spari e quelle urla, un uomo scappava e gettava via un tavolino per aria. Io sono stata costretta a nascondermi nel bagno con la bambina più piccola».

LA SOLIDARIETÀ
Mentre le condizioni di Noemi - ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Santobono - sono stabili, si allarga la rete di solidarietà intorno ai suoi familiari. Una raccolta fondi da destinare alla bimba è stata organizzata dall'associazione «Donne per il Sociale», che si occupa di violenza su donne e minori. Intanto la famiglia si è affidata agli avvocati Pisani anche per tutelare dal punto di vista legale la sua privacy e quella della figlia. «Difendere Noemi significa difendere tutta la parte buona di Napoli,  tutti i bambini del mondo. Ora la priorità è che la bimba guarisca e torni a casa», dichiarano i due avvocati nominati per la difesa e l'assistenza legale nei contatti con l'esterno dai genitori Fabio e Tania «chiusi nel loro intimo riserbo a pregare per la guarigione della figlia, di cui si chiede di rispettare la privacy». E dai legali un invito al garante della privacy per chiedere tutela per i dati sensibili dei minori e l'eliminazione immediata da web, social e tv di foto e video di Noemi, «le cui immagini sono sempre terribili e la cui identità merita rispetto». «Come Antonella Leardi e la famiglia di Ciro Esposito anche i genitori di Noemi sono la bella immagine, onore ed esempio buono della Napoli perbene che tutti dobbiamo far vincere sul male - rimarca Angelo Pisani - in attesa di giustizia».

 
LE INIZIATIVE
«Stiamo organizzando un evento per fine maggio - spiega la presidente di Donne per il Sociale, Patrizia Gargiulo - per raccogliere le offerte dei nostri soci e di chiunque voglia contribuire a costituire una somma da mettere a disposizione dei genitori di Noemi». Un'iniziativa che va ad aggiungersi alle tante che si stanno susseguendo in queste ore per sostenere la bimba rimasta ferita in una sparatoria e i suoi genitori. «Noemi è figlia di tutti noi e abbiamo il dovere di proteggerla e di contribuire alla sua ripresa», prosegue la Gargiulo. Una catena umana solidale intorno alla famiglia della bimba, che continua a lottare (è ancora in prognosi riservata) per sopravvivere nel suo lettino all'ospedale pediatrico del Vomero. «Nei prossimi giorni - aggiunge il capo dipartimento della onlus, Luigi Ferrandino - è prevista la riunione del Dipartimento per la Legalità della nostra associazione per studiare un disegno di legge ad hoc».
E Maurizio Moschetti, presidente della VII Municipalità, nel corso della presentazione del quadrangolare tra detenuti, agenti e volontari che si terrà a Secondigliano annuncia: «La III edizione del Fair Play, in programma il 17 maggio al Centro sportivo Capasso di via Limitone d'Arzano, sarà dedicata a Noemi. Proporrò al Consiglio di Municipalità di devolvere il gettone di presenza ai familiari della piccola».
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