Napoli, notte da incubo in ospedale
«Un secchio per reggere la barella»

di Melina Chiapparino

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Attese interminabili, caos e ricoveri arrangiati su barelle rotte. Questo lo scenario che i pazienti del pronto soccorso del Vecchio Pellegrini lamentano e che, a distanza di poche ore dalla morte di Joao Agostinho Nascimento Da Cruz, rendiconta ancora la presenza di lettighe non funzionanti utilizzate per ricoverare gli ammalati. Il 60enne di origini capoverdiane caduto a terra dopo il cedimento di una balaustra, il 19 settembre 2016, infatti, era stato assistito in un primo momento nell'ospedale della Pignasecca. Tra le anomalie denunciate alla polizia dai familiari dell'uomo, era stata segnalata «una barella con lo schienale che non funzionava e che era bloccato da un secchio di plastica», come si legge nell'incartamento ora al vaglio degli investigatori. Giovanni, lo chiamavano così dopo oltre 30 anni di residenza a Napoli, era rimasto l'intera notte a cavallo tra il 19 ed il 20 settembre su quella barella arrangiata per poi essere trasferito al Cardarelli. I figli erano preoccupati «perché lo schienale era instabile e le leve per regolarlo e bloccarlo non funzionavano».

A testimoniare la precarietà ed il pericolo della presenza di barelle rotte è la foto scattata tra le mura del nosocomio della Pignasecca il 21 settembre scorso, giorno in cui Giovanni, nonostante i tentativi di salvargli la vita, è deceduto. «È assurdo che gran parte delle barelle del pronto soccorso del Vecchio Pellegrini siano quasi del tutto inutilizzabili al punto che una è sorretta da un bidoncino della spazzatura» ha dichiarato Salvatore Iodice, consigliere municipale dei Verdi, autore della foto che denuncia una modalità di assistenza dove «non c'è alcun rispetto per il paziente». Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borelli, componente della commissione Sanità del Consiglio regionale, che ha sottolineato «la necessità di eliminare le inefficienze che ledono la dignità dei pazienti, dei loro parenti ma anche di medici e infermieri che operano negli ospedali campani e che spesso sono costretti ad arrangiarsi con i mezzi che hanno». L'appello dei consiglieri è infine rivolto al commissario per la Sanità Joseph Polimeni, affinché possa «correggere la strada intrapresa con tagli generalizzati - ribadiscono Borrelli e Iodice - bisogna cominciare a colpire i veri sprechi per recuperare risorse da utilizzare per migliorare l'offerta sanitaria in Regione».
Venerdì 23 Settembre 2016, 09:37


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