Napoli: nuovi casi Covid al Cardarelli, bilancio in aumento tra gli infermieri

Lunedì 14 Settembre 2020 di Melina Chiapparino
Sale la preoccupazione tra il personale ospedaliero del Cardarelli dove il bilancio dei sanitari positivi al Covid continua a crescere. Ad oggi, i nuovi riscontri in seguito alla somministrazione del tampone naso faringeo, riguardano dieci sanitari in forza a diverse unità operative della struttura tra cui 4 infermieri del pronto soccorso. Tra i contagiati sono compresi: un medico del Reparto di Neurologia, un totale di tre infermieri tra Medicina 2, Medicina 3 e Gastroenterologia d’Urgenza e ancora, in quest’ultima unità operativa, un operatore socio sanitario. A questi dati, sono da aggiungere 4 infermieri dell’autoparco del Cardarelli che prestano servizio sulle ambulanze per i trasferimenti tra i vari padiglioni che compongono la cittadella sanitaria e che, proprio per la loro mobilità e i numerosi contatti con i pazienti delle varie palazzine, rappresentano un rischio maggiore per potenziali focolai.

Le condizioni di salute dei sanitari del Cardarelli positivi al virus sono buone e, per il momento, si tratta di tutti casi asintomatici e in isolamento domiciliare. Fa eccezione il medico in forza al Reparto di Rianimazione, ricoverato qualche giorno fa al Cotugno nel Reparto di terapia Subintensiva per il quale la situazione è stata definita "seria". Tra i pazienti, i nuoci casi positivi riguardano: una 23enne, trasferita da Prima Chirurgia alla nuova area Covid della palazzina A, un paziente in Neurochirurgia ed uno in Urologia. La situazione ha comportato una “campagna a tappetto” da parte dell’azienda Cardarelli per sottoporre ai tamponi, in tempi brevi, tutto il personale. Più volte, i vertici ospedalieri hanno raffrontato i dati e rassicurato sul fatto che i casi positivi al Covid sono da proporzionare a centinaia di test eseguiti e risultati negativi.

Nonostante la massiccia operazione di screening, ritenuta insufficiente come misura di prevenzione da alcuni comparti sindacali, ora il dito è puntato sulle stanze “grigie” che verranno allestite in tutte le Unità operative con degenza per accogliere i pazienti in attesa dell’esito del tampone, suddividendo stanze femminili e maschili. «Per le stanze grigie nei reparti occorre una maggiore organizzazione – si legge in una nota del Coordinamento provinciale Cobas- occorrono aree specifiche per la vestizione e svestizione del personale impiegato nelle stanze, le tute vanno gettate nei bags per rifiuti speciali infettivo, i visor devono essere decontaminati. Il locale dove è avvenuta la svestizione, deve essere subito decontaminato e sanificato. Se non verranno adottati rigidi protocolli la situazione peggiorerà ulteriormente».

 Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 06:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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