Occupazioni abusive a Monterusciello
famiglia sgomberata, tensioni e minacce

Mercoledì 10 Novembre 2021 di Gennaro Del Giudice
Occupazioni abusive a Monterusciello famiglia sgomberata, tensioni e minacce

La risposta dello Stato non si è fatta attendere. È stata immediata e forte ieri a Monterusciello, quartiere di Pozzuoli dove si contano ufficialmente trentadue case popolari occupate abusivamente. Tra queste c'è quella di Raffaele Carandente Coscia, 41 anni, che ieri mattina è stato aggredito insieme all'inviata di «Storie» Carla Lombardi e a una troupe di Rai Uno dalle stesse persone che il 2 giugno scorso gli occuparono casa. Si tratta di un uomo e una donna, conviventi, entrambi legati da vincoli di parentela ad affiliati ai clan Longobardi, Beneduce e Ferro. Minacce e violenze riprese in diretta, verso le 10.30, proprio davanti alla casa occupata.
«Come si permette di tenere la casa vuota?» ha urlato la donna al 41enne durante l'aggressione. Le vittime sono state costrette a scappare per evitare conseguenze peggiori. Denunciato l'episodio alle forze dell'ordine dopo un'ora è scattato lo sgombero: decine di poliziotti dei reparti mobili e del commissariato di Pozzuoli e gli agenti della polizia municipale si sono diretti in via Umberto Saba per liberare l'abitazione al terzo piano della palazzina popolare al civico 71. Non sono mancati i momenti di tensione e resistenza da parte della coppia che solo alle 18 ha lasciato l'abitazione dopo aver minacciato e inveito contro giornalisti e forze dell'ordine.

Un'odissea, per Raffaele Carandente Coscia, iniziata nel giorno della Festa della Repubblica quando, dopo una giornata trascorsa a Marano con la madre, al suo ritorno a casa trovò luci accese, la grata in ferro sul pianerottolo forzata e spalancata e la porta d'ingresso sbarrata: all'interno vi erano due donne (di cui una incinta) con due bambini che a più riprese lo invitarono ad andare via. Dopo la denuncia, il caso finì all'attenzione degli uffici comunali che lo scorso 13 ottobre hanno fatto scattare le prime 15 ordinanze di sgombero da eseguire entro tre giorni dalla notifica. Tra queste vi era anche quella a carico della coppia che sarebbe stata eseguita nei prossimi giorni.

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Quello di ieri è il terzo sgombero eseguito finora, su un totale di 32 in calendario, a Pozzuoli. In mattinata, sempre a Monterusciello, una casa in via De Curtis era stata liberata: prima di lasciarla qualcuno, in segno di ritorsione, ha danneggiato pareti e suppellettili. Un fenomeno in crescendo nel quartiere, soprattutto nei lotti e nei «600 alloggi», dove in diverse occasioni sono state occupate più case in uno stesso edificio. Secondo il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia il fenomeno è da imputare anche all'emergenza Covid. «Nel periodo della pandemia - ha spiegato - sono stati bloccati gli sfratti e questo ha convinto molti che si potesse impunemente assaltare le case degli enti pubblici approfittando anche delle assenze temporanee dei legittimi assegnatari. Ma noi stiamo dimostrando che non è così e in accordo con la prefettura e con la questura abbiamo deciso di cacciare dalle abitazioni chi non ne aveva diritto».

Intanto Raffaele Carandente Coscia dovrebbe rientrare in casa già da oggi: «Ma non tutti i problemi sono risolti spiega l'avvocato Teresa Liguori che lo rappresenta -. Purtroppo la casa è stata riconsegnata al mio assistito solo in serata perché gli occupanti hanno opposto una forte resistenza e adesso bisognerà ripristinare le forniture. Il comportamento degli occupanti rafforza ancor più in me la convinzione che queste persone si sentono legittimate a violare la legge. E non solo: non riconoscono alle forze dell'ordine un'autorità tale da fermare le loro azioni. Tutto ciò è grave». L'avvocato, costretta anch'essa alla fuga per sfuggire all'aggressione, ha infine polemizzato con il sindaco Figliolia. «Purtroppo devo constatare con grande tristezza che il sindaco immediatamente ha mostrato solidarietà nei confronti dei giornalisti della Rai, ma non ha fatto altrettanto né nei confronti del mio assistito, minacciato di morte, né tanto meno nei miei».
 

Ultimo aggiornamento: 11:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA