Omicidio a Secondigliano, un altarino per il 19enne ucciso: tutti in fila, è l'omaggio finale

Giovedì 14 Ottobre 2021 di Luigi Sabino
Omicidio a Secondigliano, un altarino per il 19enne ucciso: tutti in fila, è l'omaggio finale

È un vero e proprio pellegrinaggio quello a cui i residenti di via Duca degli Abruzzi hanno assistito nelle scorse ore dopo che, su un muro della zona, è comparso uno striscione dedicato a Luigi Giuseppe Fiorillo, il 19enne ammazzato sabato notte dinanzi a un locale di via Cupa Vicinale dell'Arco. Decine di ragazzi e ragazze sono andati a rendere l'ultimo omaggio a o Bi, come la vittima era soprannominata. Una triste processione che qualcuno ha anche immortalato con i telefonini. 

Diversi, infatti, i video comparsi sui social, in particolare TikTok, dove si vede lo striscione commemorativo apposto su un murales che ricorda un'altra tragedia, quella di Ciro Esposito, ucciso da un ultras romanista poco prima della finale di Coppa Italia del 2014. Su uno striscione di tela che rappresenta un cielo azzurro sono stampate tra foto di Fiorillo. Tre momenti della sua vita, un compleanno, una cerimonia e una festa con amici. Nei video sono in tanti che si avvicinano a capo chino, forse, per recitare una preghiera o per un ultimo saluto. Nemmeno si contano, invece, gli omaggi virtuali resi alla vittima da amici e parenti. Immagini del 19enne mentre tiene in braccio il figlio appena nato oppure mentre si prepara ad uscire con la giovanissima compagna. Una vita apparentemente normale, quella di Enzo', altro soprannome con cui la vittima era conosciuta, che, però, è stata spezzata da una raffica di dieci pallottole. Un omicidio commesso con ferocia ha commentato qualche investigatore che, sabato notte, è accorso sul posto di cui, almeno per adesso, non si conoscono né i responsabili né, soprattutto, le motivazioni. Verifiche su un debito di droga che la vittima aveva con qualche ras della zona. Fiorillo, infatti, non era uno stinco di santo, secondo gli investigatori che hanno passato al setaccio la sua vita. Diversi i precedenti a suo carico compreso un arresto, avvenuto alcuni mesi fa, per spaccio di droga. Da qualche tempo, inoltre, la vittima avrebbe cominciato a frequentare gli ambienti criminali del Rione dei Fiori, il famigerato Terzo Mondo, feudo indiscusso della famiglia Di Lauro. Non un affiliato, spiegano gli investigatori, ma uno dei tanti tuttofare' su cui l'organizzazione criminale fa affidamento per portare avanti attività lecite e meno lecite. Non a caso proprio sui Di Lauro, almeno in questa fase iniziale delle indagini, sono puntati i riflettori delle forze dell'ordine. L'omicidio di Fiorillo, infatti, è avvenuto a pochi passi dall'abitazione storica dei boss, in quella che considerata una vera e propria roccaforte dell'organizzazione criminale. Ipotesi alimentata anche dal fatto che, in questo particolare momento storico, i Di Lauro occupano, nuovamente, un posto di assoluto rilievo nello scacchiere criminale della periferia nord. Ucciderne anche un semplice fiancheggiatore, quindi, equivarrebbe a una dichiarazione di guerra, guerra che, però, in pochi potrebbero sostenere e, soprattutto, vincere. Per questo motivo l'idea che Fiorillo possa essere stato ucciso da qualche altra cosca, per quanto non da scartare in toto, sembra essere piuttosto inverosimile. Dinamica choc, alla luce delle prime indagini.

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Da una prima ricostruzione sembrerebbe che Fiorillo si trovava all'esterno di un circolo ricreativo in compagnia di alcune persone quando è stato sorpreso dai killer arrivati in sella a uno scooter. Per lui non c'è stato scampo. I proiettili, esplosi da una micidiale semiautomatica, lo hanno investito prima che potesse rendersi conto dell'accaduto. Di chi era con lui nessuna traccia e, ancora oggi, nonostante in tanti piangono la morte di o Bi, le bocche restano tragicamente cucite.

Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 12:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA