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Orfani di femminicidio e diritto all’infanzia, aiuti ancora a ostacoli

Mercoledì 23 Febbraio 2022
Orfani di femminicidio e diritto all’infanzia, aiuti ancora a ostacoli

“Orfani di femminicidio e diritto all’infanzia”: se n'è discusso con il deputato Paolo Siani e la senatrice Valeria Valente, la rete del progetto Respiro. Il racconto in prima persona di un orfano e di un familiare della vittima, ha offerto una testimonianza di quanto sia devastante l’impatto psicologico del trauma subito da questi bambini e queste bambine. «Un dolore pazzesco che non passa, il vuoto ti divora, ti manca la terra sotto i piedi», ha spiegato Giuseppe Delmonte, che ha perso la madre per mano del padre nel 1997 quando aveva 18 anni. «Pensi di farcela, ma ti rendi conto che da solo non puoi. Non ho avuto nessun sostegno psicologico al tempo. La cosa più assurda è che a mio padre hanno dato uno psicologo già dalla prima settimana di ingresso in carcere. Io, invece, uno psicoterapeuta l’ho potuto avere solo tre anni fa, pagandomelo di tasca mia».

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Vera Squadrito, madre di una vittima di femminicidio e nonna-caregiver della nipotina, ha aggiunto: «Nella tragedia devastante di quei giorni il sentimento prevalente è l’invisibilità. Molti professionisti vengono a cercarti per questioni legali e burocratiche ma nessuno ti sostiene come persona». Di qui il progetto Respiro per promuovere un modello di intervento e di cura, ma anche favorire un cambiamento culturale. «La violenza assistita per i bambini è spesso un male invisibile che purtroppo provoca gravi effetti sulla loro salute psicofisica a breve e lungo termine», ha ricordato Siani, vicepresidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza. «È necessario e urgente approvare una legge “Disposizioni per la prevenzione del maltrattamento sui minori”, depositata alla Camera dei Deputati». E Valente, presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere del Senato, ha sottolineato: «Si calcola che ogni anno siano circa 250 i figli e le figlie che vengono resi orfani a causa del femminicidio delle loro madri, accompagnato a volte dal suicidio dei loro padri, autori del delitto. Migliaia sono invece i figli e le figlie che assistono agli abusi e alle violenze in famiglia. Nell’affrontare la violenza contro le donne dobbiamo sempre, necessariamente, tenere conto anche di loro. Nel 2018 il Parlamento ha approvato la legge n. 4, due anni dopo sono arrivati i regolamenti attuativi, ma sappiamo che tantissimi di questi “orfani speciali” non riescono ancora ad accedere al supporto previsto. Dobbiamo lavorare tutti insieme – istituzioni e società civile – affinché le criticità siano superate»

Ultimo aggiornamento: 12:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA