Ospedale del Mare, riapre il pronto soccorso: aumentano i ricoveri Covid

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Ettore Mautone
Ospedale del Mare, riapre il pronto soccorso: aumentano i ricoveri Covid

Alle 12,10 è entrata in funzione la prima caldaia della nuova centrale termica allestita nel piazzale dell'ospedale del Mare. Mezz'ora dopo ha acceso i motori anche il secondo serbatoio. alimentato a gasolio. I grandi collettori montati, nei giorni scorsi, da 24 ore pompano acqua calda e funzionano perfettamente. La struttura oggi torna a pieno regime, anche nella rete dell'emergenza urgenza. Un passaggio fondamentale per alleggerire il peso assistenziale che negli ultimi dieci giorni ha messo alle corde soprattutto il Cardarelli.

Alla vigilia della ripartenza delle attività scolastiche e da almeno un paio di settimane ormai, si segnala da più parti un progressivo aumento dei casi di Covid-19. Il 118 registra una crescita delle chiamate e lievitano anche le richieste di aiuto da parte dei pazienti assistiti a domicilio dalla medicina di famiglia e, dalle ore 12 del sabato e tutte le notti oltre che nei festivi, dalla rete dei dottori di Continuità assistenziale (guardie mediche). Gli effetti si vedono nei pronto soccorso: è bastata la chiusura, per una settimana, dell'ospedale del Mare per vedere oltre il livello di guardia l'affluenza nella prima linea del Cardarelli. Qui medici e infermieri hanno denunciato a più riprese condizioni critiche sia per pazienti Covid sia per malati ordinari, affetti da altre patologie. I vertici del'ospedale collinare hanno segnalato già una settimana fa l'ingorgo all'unità di crisi regionale. Ne è scaturita una più stretta collaborazione tra i presidi della zona collinare. Il Cotugno sta drenando da giorni tutti i pazienti Covid che riesce a ricevere, mentre i policlinici e l'Azienda dei colli stanno accogliendo un maggior numero di malati dalle aree specialistiche. Nonostante questo sforzo, i corridoi del pronto soccorso del Cardarelli sono pieni.

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Il timore è che le scene già viste nei mesi scorsi, con il caos e la commistione di pazienti Covid e non Covid, possano tornare alla ribalta. Ieri in pronto soccorso c'erano 25 o 26 pazienti nell'area del triage Covid e almeno 65 malati non infetti nei due reparti di Osservazione ricavati al primo piano e nell'area adiacente al pronto soccorso. Tra i ricoverati anche giovani con sintomatologie respiratorie gravi e positivi al coronavirus. Gli operatori del pronto soccorso, medici e infermieri, lanciano un nuovo allarme sulla possibilità che la situazione possa sfuggire di mano e dare luogo di nuovo al caos e all'ingorgo registrati a novembre. Da questo punto di vista la riapertura dell'ospedale del Mare è provvidenziale per alleggerire la tensione, ma la crisi potrebbe essere dietro l'angolo visto che la rete dell'emergenza non sembra in grado di reggere l'ulteriore intensificarsi dei contagi che potrebbe arrivare con la ripartenza delle scuole. La Campania è attualmente in zona gialla, con un basso indice di diffusione del virus, ma i reparti Covid al Cardarelli, al Cotugno e in altri presidi hanno le semintensive piene anche se i margini di ricettività sono considerati sufficienti. 

La direzione del Cardarelli è consapevole delle difficoltà: «La situazione è complessa - conferma il manager Giuseppe Longo - stiamo registrando un aumento degli afflussi sia Covid sia non Covid ma i precorsi sono assolutamente separati e non mancano i dispositivi di protezione. Il nostro pronto soccorso è sotto pressione». Il direttore generale dell'ospedale spiega: «Abbiamo 25 pazienti Covid in Osservazione in area Covid e 65 pazienti non Covid in Obi. I sospetti sono invece pochi, 2 o 3, e sono ricoverati in stanze in isolamento nei locali del vecchio drappello di polizia. Tutte stanze singole e con ingresso separato». Quindi, Longo ribadisce: «Il personale è sotto pressione e speriamo che la situazione possa migliorare con la riapertura dell'ospedale del mare». I sindacati della dirigenza medica e del comparto, in particolare la Cgil, hanno preparato un documento in cui reclama un maggiore turn-over all'interno dell'ospedale e una riorganizzazione della rete dell'assistenza nell'area metropolitana. Dito puntato sull'uso ridotto del San Giovanni Bosco e del Loreto anche da parte del M5S che ha presentato un'interrogazione nel merito, chiedendo l'apertura di un pronto soccorso Covid nei due presidi.

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