Padre uccide la figlia di 16 mesi nel Napoletano: «Così ha distrutto due famiglie»

Lunedì 15 Luglio 2019 di Melina Chiapparino

I familiari non ci hanno ancora parlato. Salvatore Narciso si è chiuso in un silenzio impenetrabile e non ha versato una lacrima. Quando è arrivato all’ospedale Cardarelli, il suo volto non ha tradito alcuna espressione e nessun sentimento che potesse rendere più comprensibile quanto accaduto. Gli occhi erano aperti, lo sguardo vigile e lucido ma, durante i soccorsi, il 35enne non ha collaborato con il personale medico e non ha voluto rispondere alle domande dei sanitari, pur rimanendo sempre cosciente. Le sue condizioni cliniche sono state trattate immediatamente con un codice di massima urgenza ma nonostante la riservatezza e la gravità della prognosi, Salvatore non rischia la vita.

 

Quando al pronto soccorso, gli hanno domandato «ti ricordi cosa è successo?», il suo sguardo è diventato immobile per un istante e dopo, con la testa, il giovane ha fatto cenno di sì. Potrebbe trattarsi di una reazione provocata dallo shock o di un comportamento per difendersi in questo momento così critico, ma di sicuro, Salvatore non ha voluto parlare e ha scelto consapevolmente di non aprirsi agli altri. Almeno fin’ora.
 
IL FRATELLO 
La prima assistenza medica, fornita al 35enne giunto al Cardarelli prima delle 13, è stata all’interno dell’area del codice rosso. L’uomo, seguito per oltre tre ore dall’equipe del pronto soccorso, è stato stabilizzato nei parametri vitali e trattato per i vari politraumi riportati sul corpo, compresa una frattura al perone e una lombare. Lo staff medico e infermieristico ha eseguito numerosi accertamenti diagnostici sul 35enne per valutare l’entità dei traumi da caduta riportati. Dalla risonanza magnetica è emerso un ematoma midollare provocato da una frattura cervicale che è stata successivamente trattata dai chirurghi. Questo è l’aspetto più critico nel quadro clinico di Salvatore che, ieri pomeriggio, è stato sottoposto ad un’operazione nel reparto di Neurochirurgia e a conclusione dell’intervento, è rimasto sedato per molte ore proprio quando al terzo piano del presidio, lo aveva raggiunto il fratello. «Così sono distrutte due famiglie, ma solo lui potrà dire cosa realmente è accaduto» si è sfogato Biagio Narciso che in ospedale ha sottolineato come «non ci sia una dinamica chiara di come siano andate le cose, né testimoni per cui non si può essere certi che la bambina sia stata lanciata». «Potrebbero essere caduti oppure ci potrebbe essere stato un motivo per cui Salvatore è stato costretto ad agire così - ha continuato l’avvocato - mio fratello aveva una vita di coppia serena, non c’erano litigi o stranezze». Prima di giungere in ospedale il fratello, è andato a San Gennaro Vesuviano per vedere con i propri occhi il luogo della tragedia. «Ho parlato con la gente e né la moglie né altre persone hanno visto Salvatore lanciare la figlia o lui stesso dal secondo piano - insiste - solo lui può dire cosa è successo». 

Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 17:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA