Palazzo d'Avalos a Napoli, c'è De Luca: «La Regione farà la sua parte»

Sabato 14 Dicembre 2019
«È doveroso inserire l'Archivio D'Avalos, tesoro della storia meridionale, nell'Ecosistema digitale per la Cultura, progetto della Regione Campania sul quale abbiamo investito 28 milioni di euro, e che ha già aperto i propri »cantieri« con la dematerializzazione di archivi e musei. Siamo partiti, ed è stata avviata concretamente già da alcune settimane la digitalizzazione ad esempio di opere e documenti dei diversi patrimoni provenienti dall'Archivio Rumma, l'Archivio Amelio-Santamaria, Fondazione Menna, Fondazione Morra, Museo del '900 di Castel Sant'Elmo e Museo Madre». Lo scrive, in una nota, il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca.

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«Trasferiremo in digitale ogni tipo di contenuto (testi, immagini, oggetti, suoni, filmati) riferibile a domini culturali distinti: archivistico, bibliotecario, archeologico, storico-artistico, teatrale e cinematografico. La vicenda di Palazzo d'Avalos vedrà la Regione impegnata a fare la propria parte. Essendo beni sotto il vincolo e la custodia della Soprintendenza, occorre concordare i modi per inserire l'Archivio D'Avalos nell'Ecosistema digitale della Campania. Da parte della Regione c'è piena disponibilità, lo riteniamo un dovere, ed è subito possibile e opportuno, aprire un tavolo di lavoro comune per individuare i beni da digitalizzare che sono a rischio deterioramento e pianificare quindi la completa dematerializzazione di questo immenso tesoro. Se la Sovrintendenza è d'accordo, già nella prossima settimana sarà possibile incontrarsi e stabilire insieme il programma degli interventi, partendo proprio dai quelli più urgenti. Domani intanto saremo all'università di Salerno per presentare una digitalizzazione già completata: quella che riguarda l'opera di Raffaele Viviani», conclude De Luca.
Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 08:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA