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Napoli, lo scalone monumentale di Palazzo Fuga diventa un ricovero per clochard

Lunedì 11 Aprile 2022 di Antonio Folle
Napoli, lo scalone monumentale di Palazzo Fuga diventa un ricovero per clochard

Cinque o sei persone, ricoverate alla meglio in un accampamento fatto di stracci e di cartoni sulla monumentale scalinata d'ingresso - ricoperta di graffiti - di palazzo Fuga. Quello che i residenti di piazza Carlo III denunciano è l'impietosa fotografia di uno dei palazzi storici più importanti di Napoli e d'Europa. Da alcune settimane dalla scalinata sulla quale ha trovato rifugio una piccola comunità di clochard arrivano direttamente in strada odori nauseabondi. Le scale stesse, infatti, vengono utilizzate come wc dai disperati che sopravvivono tra olezzi, avanzi di cibo e in compagnia dei topi che a piazza Carlo III sovrabbondano. 

L'immagine dello scalone monumentale colonizzato dai senza tetto e preso d'assalto da writers improvvisati fa da triste contraltare ai progetti di rinascita formulati negli ultimi anni e che dovevano strappare il mastodontico edificio voluto da Carlo III di Borbone al suo destino di degrado e abbandono. L'ultimo annuncio arriva direttamente dal premier Draghi che, nel corso della sua ultima visita a Napoli, ha comunicato alla città lo stanziamento di ben 100 milioni di euro per un progetto di restauro che dovrà restituire nuova centralità al Real Albergo dei Poveri, facendone il "cuore" degli investimenti strategici destinati al recupero dei complessi di elevato valore storico ed architettonico. Restauro che, però, dovrà prima fare i conti con una piazza tutt'altro che in buone condizioni e sulla quale si attendono ormai da troppo tempo decisi interventi di riqualificazione.

 

«Sulle scale di palazzo Fuga - la denuncia di Antonio Provitera dell'associazione Carlo III-Ponti Rossi - ormai non si può più salire. C'è un terribile odore a qualsiasi ora del giorno e della notte a causa di un accampamento di senza tetto che da settimane staziona all'ingresso dell'edificio. La vivibilità della piazza è ormai ai minimi termini visto che ogni sera a piazza Carlo III ci sono liti fuoribonde che costringono le forze dell'ordine a intervenire per sedare gli animi. Negli scorsi mesi abbiamo incontrato il sindaco Manfredi, che ci ha più volte rassicurato sul futuro di questa piazza e dello storico edificio che la rende unica nel mondo - continua Provitera - ad oggi, però, non vediamo ancora alcun intervento concreto e ci auguriamo che questa amministrazione comunale riesca dove altri hanno fallito».

Sull'ennesima denuncia relativa al decoro di palazzo Fuga è intervenuto anche il Movimento Neoborbonico che, negli scorsi anni, ha più volte rivolto appelli alle istituzioni cittadine, regionali e nazionali per il recupero del mega palazzo costruito durante i primi anni di regno dei Borbone delle Due Sicilie.

«Con una serie di associazioni - afferma il numero uno del Movimento Neoborbonico Gennaro de Crescenzo - in testa Passato e Futuro Onlu, abbiamo ufficialmente proposto al comune, al ministero per il Sud e a quello dei beni culturali, un progetto per utilizzare una parte dell'edificio come sede di un'Accademia delle Eccellenze di Napoli e del Sud. Un luogo dove si possano raccontare ed esporre le tante eccellenze del nostro territorio dal passato al presente ma rivolti verso il futuro grazie alla formazione professionale nei diversi settori e con strutture come scuole, penitenziari e istituti di quartieri a rischio. Finora, però, silenzio totale delle istituzioni e un degrado ormai antico e progressivo. Il nostro progetto - continua de Crescenzo - è semplicemente la riproduzione di quello che i Borbone, Carlo e soprattutto Ferdinando II, vi realizzarono: assistenza, formazione, produzione tra passato e futuro. Oggi qualcuno parla di Albergo come sede di ricovero dei barboni. Idea rispettabilissima ma al di là dei dubbi sulla sua effettiva realizzazione, altri dubbi sono legittimi sulle prospettive di una tale scelta. Quali sarebbero i vantaggi per la zona e per Napoli? E, in fondo, i nostri politici conoscono veramente la storia dell'Albergo del resto della città e dei siti da salvare? Hanno davvero - concludono i Neoborbonici - un'idea di sviluppo di questa grande ex capitale?»

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