Uccide per i troppi rumori, in casa aveva un arsenale: il porto d'armi rinnovato a 82 anni

Lunedì 17 Giugno 2019 di Valentino DI Giacomo
Cinque fucili, una pistola semiautomatica Beretta Px4 Storm, una rivoltella Colt e una pistola più piccola, la Guardian calibro 9, utilizzata per freddare a morte Giuseppe Di Francesco. Sono le armi che i carabinieri della Compagnia di Nola hanno ritrovato in casa dell'83enne Aniello Lombardi, tutte legalmente possedute. L'arsenale casalingo dell'uomo era composto pure da 290 munizioni di vario calibro. Aniello Lombardi era titolare di una licenza per uso venatorio e le armi erano state tutte regolarmente denunciate come prescrive la legge.
 
Una passione, quella per fucili e pistole, che l'uomo coltivava da molti anni. Lombardi, reo confesso dell'omicidio di Peppe Di Francesco, aveva ottenuto il rinnovo del porto d'armi appena lo scorso anno, nel settembre del 2018. I rinnovi delle licenze sono necessari ogni cinque anni e l'83enne ne aveva fatto regolarmente richiesta presentando un certificato medico di idoneità che ne comprovava le sue capacità psicofisiche. Nessun esame ulteriore, nessuna abilitazione suppletiva: è sufficiente l'attestazione di un medico e nulla più. Tanto più che il rilascio del porto d'armi può avvenire anche senza presentarsi personalmente in questura, in un commissariato di pubblica sicurezza o in una stazione dei carabinieri. È infatti previsto il rilascio della licenza di rinnovo anche a mezzo raccomandata o per posta elettronica certificata. Basta solo un dottore, anche generico, che attesti con un certificato medico il buono stato psicofisico del richiedente. Fino all'anno scorso la richiesta andava effettuata ogni sei anni, poi diventati cinque.

A Palma Campania, nel day-after alla notte di fuoco davanti allo chalet, sono in tanti gli amici della vittima che si chiedono se sia accettabile che un uomo, ormai in là con gli anni, possa ancora avere diritto a possedere un arsenale fai-da-te nella propria abitazione. Tanto più che gli screzi con Peppe, il titolare del bar su via Trieste, erano frequenti. «La legge è sbagliata perché dice Luigi, avventore abituale dello chalet ed amico della vittima su quali basi un medico può stabilire le condizioni psicologiche di chi richiede un'arma? Se le autorità avessero chiesto a noi un parere avremmo potuto testimoniare di tutte le volte che il signor Aniello si affacciava dal balcone e inveiva contro di noi». Non una tragedia annunciata, ma nel piccolo paese alle pendici del Vesuvio, tutti conoscevano le continue liti tra Lombardi e il titolare dello chalet. Ora la procura che indaga sull'omicidio sarà chiamata a fare accertamenti anche su quel certificato medico per verificare se esistessero tutte le condizioni per considerare Lombardi in un sufficiente stato di equilibrio. Anche se ammettono fonti investigative in questi casi è difficile incolpare un medico, se non per evidenti ed eclatanti casi in cui si verificano attestazioni fasulle di idoneità. Eppure, viene spiegato, sarà un passaggio obbligato nel corso delle indagini.

Gli abitanti di Palma Campania spiegano che sono in tanti in città ad avere il porto d'armi. Molte sono le licenze di caccia in una zona circondata da tanti terreni che si prestano a questo genere di hobby. E poi da qualche anno è aumentata la paura anche per quella che alcuni considerano «un'invasione» di extracomunitari, si stima siano oltre 10mila i bengalesi in paese che generano tensione all'interno della comunità. La maggior parte degli stranieri, anche per questo forte senso di diffidenza, cercano di farsi notare il meno possibile ben sapendo che il paesino è spaccato a metà tra chi accetta pacificamente la loro presenza e chi invece mal li sopporta. Anche nello chalet di Di Francesco spesso ai tavolini si parlava della questione dei bengalesi che ha generato un forte dibattito in città. Qualcuno non nega che un fatto di sangue prevedeva potesse verificarsi contro gli stranieri, invece stavolta i protagonisti sono tutti italiani. Ci si arma, poi in una notte al principio di un'estate afosa, una raffica di proiettili condanna a morte un uomo amato da tutti e ferisce altre due persone. Ultimo aggiornamento: 15:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA