Napoli, il parcheggio è abbandonato: furti e degrado, il Comune è fermo

Lunedì 28 Ottobre 2019 di Antonio Folle

Oltre 2000 metri quadrati di superficie utile, due livelli, spazi per uffici e due ingressi a ridosso di villa Nestore, una importante struttura polifunzionale di proprietà del Comune di Napoli e frequentata ogni giorno da decine di residenti dell'area Piscinola-Chiaiano. Proprio a poche decine di metri dalla stazione della Linea 1 di Chiaiano, a via Cupa Carderito, c'è un enorme maxiparcheggio di proprietà comunale. Una struttura che potrebbe dare respiro agli arcinoti problemi di traffico della zona ma che giace incredibilmente abbandonata da oltre dieci anni. 
 


Come hanno raccontato i custodi della vicina villa Nestore, il parcheggio sotterraneo è "invaso" ogni giorno da decine di ragazzini che, incuranti del pericolo rappresentato da una struttura in disfacimento, giocano negli enormi spazi. Anzi, sembrerebbe che proprio l'opera devastatrice delle numerose baby gang che si danno convegno nell'ex megaparcheggio sia alla base della distruzione pressochè totale degli ambienti. Emblematica la scritta ben visibile all'interno del parcheggio: «Papà - si legge sul murales improvvisato - forza e coraggio, che la galera è di passaggio». 

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Le tubature metalliche sono state in parte asportate. I locali che avrebbero dovuto ospitare i custodi e gli uffici sono letteralmente in polvere. Le mura sono state abbattute a colpi di mazza e oggi anche il solo affacciarsi sulle scale che collegano i due piani è estremamente pericoloso. Le grate che in origine servivano allo scolo delle acque piovane sono state rubate e ora i profondi canali di scolo sono pericolosamente scoperti. 

A peggiorare ulteriormente la situazione è la presenza di un enorme cumulo di lastroni di amianto in disfacimento. Difficile capire come e soprattutto quando sono stati trasportati questi pericolosissimi materiali all'interno di una struttura ufficialmente è chiusa al pubblico e con i cancelli di ingresso solidamente chiusi da lucchetti e catene di acciaio. 
 

 

Incomprensibile come il Comune di Napoli, alle prese con i soliti problemi economici, possa consentire il lento disfacimento di una struttura che potrebbe e dovrebbe, secondo i patti che prevedono la dismissione del patrimonio a copertura dei debiti, essere messa a reddito o dismessa. Prevedere un recupero, proprio a causa delle casse disastrate del Comune, è arduo. L'unica soluzione potrebbe essere quella del project financing, con il coinvolgimento di soggetti privati interessati a rilevare e gestire la struttura. Ma in ogni caso si tratta di procedure lunghe e laboriose di difficile attuazione anche visto l'attuale caos che regna nelle stanze di via Verdi negli ultimi giorni.

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«Questo posto - ha spiegato il consigliere comunale Diego Venanzoni - è chiuso da oltre dieci anni. Un fatto illogico se si pensa al bisogno di aree di parcheggio che c'è in questa zona, a due passi da una delle più trafficate stazioni della metropolitana di Napoli. Gli investimenti necessari a bonificare e recuperare questa struttura sono probabilmente al di sopra delle possibilità del Comune di Napoli. A questo punto - continua l'esponente dell'assise napoletana - non si può escludere il coinvolgimento di capitali privati. Di certo questo enorme capitale che appartiene a tutti i cittadini non può essere lasciato nell'abbandono più totale. Questo quartiere - ha concluso - ha bisogno di servizi. Il caso del maxiparcheggio di Cupa Carderito deve finire al più presto sui tavoli di discussione delle commissioni e al centro dell'agenda di governo del Comune».   

Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 07:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA