Parco Virgiliano, arrivano i mecenati: «Nuovi pini e area chiusa al traffico»

Mercoledì 26 Febbraio 2020 di Valerio Esca
Sostituire le piante morte, effettuare analisi chimico-fisiche e accertare lo stato di salute del suolo, ristrutturare la cavea nella parte alta del parco e riattivare la fontana. Sono solo alcuni degli interventi previsti nel progetto di restyling del parco Virgiliano Verde sulla città, che verrà presentato stamane alle 11 all'Unione Industriali.

Il costo totale dell'operazione ammonta a circa 250mila euro (15mila messi a disposizione dal Fai) e verrà finanziata completamente da fondi privati, a costo zero per l'amministrazione comunale. L'idea nasce da un accordo di mecenatismo con il Comune di Napoli, che ha prodotto, dopo una delibera di giunta, la redazione di un progetto presentato a Palazzo San Giacomo oltre un anno fa e che attende ancora il via libera del Municipio, nonostante la Sovrintendenza abbia già dato semaforo verde. Numerosi i promotori del progetto: dall'associazione Premio GreenCare, al Comitato Salviamo il Parco della Rimembranza, e ancora il Fai Campania con la delegazione Fai di Napoli e diversi imprenditori: Gianfranco D'Amato, Ferrarelle, Lello Caldarelli, Caronte Spa. Per entrare nel vivo delle operazioni bisognerà cominciare con l'accertare lo stato di salute del suolo prima di procedere alla sostituzione degli alberi. Bisognerà inoltre rimuovere le ceppaie, occuparsi del diradamento, della ricostruzione dei boschi con sesti d'impianto più idonei e sostituire le piante morte. Sarà poi ristrutturata la cavea nella parte alta del parco, creata nel 1975 per ospitare concerti sul versante della baia di Trentaremi. Dopo un lungo periodo di degrado e incuria, nel 1997, fu decisa la riqualificazione del parco, che fu riaperto nel luglio del 2002. Grande novità dovrebbe essere quella relativa alla chiusura alle automobili, che in precedenza avevano libertà di accesso all'area verde.
 
 

Questo chiaramente di comune accordo con Palazzo San Giacomo. Verrà inoltre riattivata e ristrutturata la fontana, alla quale si giunge grazie all'accesso da viale Virgilio. Paradossalmente - viene sottolineato nel progetto - ci sono troppi alberi e con poco respiro tra un pino e l'altro. «Il problema non è il numero, ma la quantità degli spazi verdi, l'equilibrio e l'evoluzione» evidenziano gli agronomi nella loro relazione.

Il progetto redatto dal Comitato scientifico composto da quattro agronomi e un architetto - Fabrizio Cembalo Sambiase, Antonio di Gennaro, Claudia Loffredo, Vincenzo Topa e Andrea Pane - si inserisce nell'ambito di una nuova strategia agronomica volta all'inserimento di nuovi esemplari di Pinus pinea in condizioni di vivibilità migliori. La scelta di utilizzare la stessa specie è legata non soltanto alla normativa urbanistica di riferimento (Piano regolatore e Piano paesistico), ma anche al legame simbolico con la città e con i suoi abitanti. L'obiettivo è quello di ridurre le interferenze tra i sistemi materici-antropici e quelli viventi-naturali, al fine di creare le condizioni ideali per la sopravvivenza delle piante, non alterando l'immagine collettiva di Posillipo. «Lo spazio vitale per gli alberi - si legge - deve essere assicurato (suolo e chioma) e basta potature inutili». Per ottemperare a quest'ultimo punto è prevista una proposta di gestione e manutenzione degli alberi. Il parco è stato interessato recentemente da alcuni lavori di messa in sicurezza: tagliati numerosi alberi ma i tronchi sono ancora lì e nessuno li rimuove. Ha riaperto infatti solo martedì scorso, dopo tre mesi e mezzo di stop, a causa dei danni registrati dal maltempo dell'8 novembre scorso. Ma per il momento non è completamente fruibile.  Ultimo aggiornamento: 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA