Pascale, 7 arresti per corruzione
Le intercettazioni: «Ti regalo
10mila euro, raddoppia la spesa»

Mercoledì 8 Marzo 2017 di ​Leandro Del Gaudio

Il costo di aghi sofisticati nelle cure del tumore balzato da 1500 euro a 2400 euro, grazie alla trattativa diretta tra marito e moglie. E il dosaggio di un altro medicinale per la cura del cancro allo stomaco che viene raddoppiato, in onore a una presunta tangente da dieci mila euro. Tutto passato sotto silenzio, dal momento che tra Elia Abbondante e il primario Francesco Izzo c'era un rapporto di intesa, almeno secondo gli inquirenti. E c'è anche un sms ad avvalorare questa intesa, si legge nelle carte dell'ultima inchiesta scandalo sulla sanità campana. Sms di raccomandazione

È il 25 settembre del 2015, quando Izzo spedisce un messaggio al suo diretto superiore, ecco il testo: «Sei stato servito», in relazione al presunto interessamento di un amico di Izzo per favorire l'accesso in uno stage in una banca di uno stretto congiunto dello stesso Abbondante: «Ottime prospettive - insiste Izzo - non mandato fuori Napoli, sei stato servito». Ho la finanza addosso È il 26 maggio del 2015, c'è grande fibrillazione nell'ospedale dell'area collinare. Ormai è noto, ci sono stati almeno due blitz della Finanza, quelli della Tributaria hanno acquisito la lista dei fornitori, con particolare attenzione sulle aziende riconducibili alla Di Capua, alla moglie di Izzo. Ci sono microspie nell'ufficio di Abbondante, che esplode di fronte all'ennesima richiesta di chiarimenti che gli arriva dal primario: «France', France', io ho la Finanza addosso, per cui non voglio avere problemi con nessuno e né voglio avere il procedimento penale a carico. Per l'amor di Dio, amici con tutti, tutta la buona volontà, ma io ho la Finanza e non voglio avere problemi». Dall'altra parte però Izzo ha esigenza di capire e incalza l'attuale direttore generale dell'Asl Napoli uno centro: parlando con Abbondante, fa riferimento agli aghi per la compressione a radiofrequenza, «quella cosa che è infungibile», dice. Dalla conversazione, come sottolinea la Guardia di Finanza, emergono le presunte pressioni esercitate dal primario che avrebbe avuto interessi nell'acquisto degli aghi dalle società della moglie. Ma sentiamo cosa racconta il gip, a proposito della «scaltrezza» dei coniugi: «I predetti pianificano e mettono in atto la loro strategia finalizzata a mantenere illecitamente il monopolio delle forniture medicali per le esigenze del Pascale».
 

 

Diecimila euro all'amico Ma veniamo alla storia della presunta tangente da 10mila euro, della «erogazione liberale» di diecimila euro fatta da un informatore scientifico al primario del Pascale. Marco Argenziano si rivolge al primario dell'Istituto Pascale Francesco Izzo per raddoppiare, nel 2015, le prescrizioni e quindi gli ordini, di un farmaco antitumorale, il Nexavar, destinato ai pazienti oncologici. È il 9 febbraio del 2015. I due - spiegano gli investigatori - fanno riferimento espliciti ad accordi illeciti. Politicamente portato «Voglio darti 10 mila euro perché tu sei un amico, perché sei una persona politicamente portata, quindi in un mio futuro mi puoi servire per me», dice Argenziano. «Insomma - aggiunge - tengo una predisposizione per te, quindi da te non sto venendo a chiederti una giustificazione ma la pezza giustificativa con l'azienda». E Izzo: «Grazie per la disponibilità». Argenziano: «Francè partiamo dal presupposto di base, 57 anni, ex area manager trombato, me ne strafotte della Bayer, a me quello che conta è il mio rapporto con te. Allora a me i numeri mi servono non tanto per vincere il Golden Globe ma per avere una pezza giustificativa con l'azienda. Allora se mi hanno dato un budget di area di 30 mila euro, e diecimila euro li voglio dare a te, devo essere giustificabile. Un'offerta che avrebbe spinto il medico a raddoppiare prescrizioni e ordini alla Farmacia del Pascale. Scrive la Finanza: il 3 dicembre del 2015, il Pascale ha acquistato 60 confezioni ospedaliere del Nexavar, 52 delle quali su disposizione di Izzo. Quindi: «Izzo ha fatto raddoppiare gli ordinativi dello stesso farmaco acquistati dal Pascale nel 2013-2014, facendo raddoppiare anche la spesa complessiva da circa 109mila euro a 212.170 per il 2015». Accadeva nell'ospedale dell'infinita emergenza liste di attesa.

Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA