Pascale di Napoli, la protesta dei ricercatori:
«Il governo ricordi nostro ruolo in pandemia»

Giovedì 2 Dicembre 2021
Pascale di Napoli

La prossima legge di bilancio prevede l'assunzione di 50.000 sanitari a tempo indeterminato, che durante l'emergenza causata dal Covid erano stati impiegati a tempo determinato. Il governo, però, ha escluso da questi la stabilizzazione di circa 1600 ricercatori facenti parte della Piramide della ricerca, pur avendo alle spalle anni di precariato.

Da qui nasce la protesta dei ricercatori dell’istituto nazionale dei tumori Fondazione G. Pascale di Napoli, che in un comunicato chiedono risposte da parte delle istituzioni: «Il governo ha inserito nella prossima legge di bilancio la stabilizzazione a tempo indeterminato per 50 mila sanitari assunti a tempo determinato durante l’emergenza Covid e non ha incluso i 1.600 ricercatori e supporto alla ricerca della Piramide della ricerca, pur avendo anni di precariato storico quali cococo, borse di studio, partite iva.

 

La stabilizzazione è possibile, c’è la copertura finanziaria in quanto la legge 205 del 27 dicembre 2017 prevede uno stanziamento di 90 milioni di euro dall’anno 2021 per la copertura di tali contratti a tempo determinato pari a 5+5 anni. Il costo totale annuale è di 50 mila euro circa per un ricercatore di fascia superiore e di 45 mila euro per un collaboratore di fascia superiore; come detto si stima che la platea di tale stabilizzazione sia di 1600 persone per un costo medio sovrastimato di 45 mila euro per un totale di 72 milioni ampiamente nello stanziamento di 90 milioni già previsto dalla legge 205 del 27 dicembre 2017».

«Inoltre - si legge ancora nella nota - se il governo vuole dare priorità solo all’emergenza Covid, perché non includere anche noi piramidati che fin dall’inizio della pandemia siamo rimasti in servizio a fronteggiare l’emergenza  andando a supporto delle unità che ne avevano bisogno, non dimenticando il nostro ruolo di ricercatori come dimostrano i circa 90 articoli sul Covid pubblicati da questo istituto tra il 2020 e il 2021 e i diversi progetti di ricerca presentati sul Covid?».

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