Pasticcio mense, cibo di nuovo in strada a Napoli: «Ai bimbi frutta e ortaggi fuori stagione»

Martedì 15 Gennaio 2019 di Mariagiovanna Capone
La tensione sulla refezione scolastica in alcune Municipalità del Comune di Napoli è ancora alta. Alle lamentele delle famiglie sulla qualità dei pasti e dei menu composti dall'Asl, si aggiungono notevoli polemiche connesse all'assenza di controlli e agli sprechi, con cibo non consumato gettato nei cassonetti. Alcuni genitori hanno partecipato ieri mattina a un incontro sul tema fissato dalla commissione Scuola della Municipalità 5 (Vomero, Arenella), presieduta da Walter Savarese, durante il quale è stato presentato un documento con un elenco di richieste, come anticipato dal Mattino nei giorni scorsi. Le principali perplessità vertono sulle Commissioni mensa e il monitoraggio sulla gradevolezza dei pasti. In particolare sul fatto che la Commissione Refezione Municipale (che ha funzioni di collegamento tra le scuole e il Comune) in due anni non si è mai riunita. «Se le istituzioni fossero sensibili all'argomento, avrebbero convocato riunioni periodiche, non necessariamente in casi di anomalia, ma per sapere come andava il servizio, mostrarsi interessate» si sfoga una mamma. Ieri, intanto, ancora sacchi di cibo sono stati gettati nei cassonetti.

LA GRADEVOLEZZA
È un punto chiave della refezione scolastica e nel documento stilato e condiviso da gran parte dei genitori delle scuole di Vomero e Arenella che ne discutono sul gruppo «Obiettivo Scuola» ci sono spunti di miglioramento. Finora a stabilire la bontà dei pasti erano delle «interviste ai bambini sulla qualità percepita. A noi - ha sottolineato un papà in Commissione scuola - sembra assurdo che abbiano chiesto a loro se il pasto fosse gustoso». Nel documento chiedono quindi che il sistema di rilevazione della qualità del pasto sia «fatto introducendo sistemi di rilevazione quotidiani sulla gradevolezza, appetibilità, preparazione e somministrazione dei cibi, coinvolgendo le famiglie e controllando quanto realmente consumato attraverso feedback a campione dei fruitori», basandosi cioè su tabelle sull'assunzione del pasto.

LO SPRECO
Le famiglie chiedono inoltre il ripristino della casella mail a cui indirizzare reclami e l'elaborazione di menu che badino anche a «evitare spreco di cibo, mancata consumazione dei pasti, digiuno da parte dei bambini e sperpero di denaro», sottolinea il consigliere Rino Nasti. Anche ieri nei cassonetti dei rifiuti all'esterno di alcune scuole figuravano sacchi pieni di cibo: pasta e piselli, pesce e pomodori all'insalata in enormi quantità alle spalle della «Piscicelli» e davanti la «Quarati». Sui pomodori, sorgono altri dubbi: «Come è possibile che nel menu stilato dall'Asl ci sia un ortaggio non di stagione, quando poi nel capitolato è segnato che i prodotti devono essere Igp, dop, Stg, chilometro zero?». © RIPRODUZIONE RISERVATA