Pasticcio via Marina, la ditta esclusa protesta: «L'appalto resti a noi»

di Pierluigi Frattasi

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Braccio di ferro sul cantiere di via Marina tra la ditta appaltatrice e il Comune di Napoli, che ha rescisso il contratto. I legali dell’Asse Costiero Scarl ieri mattina hanno diffidato Palazzo San Giacomo dall’affidare l’appalto per il completamento dei lavori al Consorzio Infratech, che, a loro giudizio, non avrebbe più i requisiti per il subentro, e minacciano viceversa dure azioni legali, con ricorsi all’Anac e contenziosi al Tribunale civile. In particolare, i legali puntano il dito sulla validità dell’attestazione Soa (Società organismi di attestazione) dell’Ati Infratech-Acmer che partecipò alla gara del 2014. Si tratta della certificazione obbligatoria che ogni azienda deve possedere per poter partecipare ai bandi per i lavori pubblici superiori a 150mila euro, che dura 5 anni, viene comunicata all’Anac, e deve essere presentata dall’azienda in sede di gara. E, quindi, è sottoposta periodicamente a controlli. Ma il Consorzio Infratech, colosso dell’edilizia partenopeo, tirato in ballo, non ci sta e, a quanto filtra, conferma di essere in regola con tutti i requisiti, compresa la Soa, tanto che ha attualmente in corso numerosi cantieri con più soggetti. Intanto, però, il muro contro muro rischia di rallentare il processo di ripresa dei lavori. Questa settimana potrebbe essere decisiva.
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Mercoledì 12 Settembre 2018, 09:10 - Ultimo aggiornamento: 12-09-2018 10:11
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