Peppe Di Napoli dopo il sequestro di pesce: «Mi hanno fatto i controlli a cascata ma continueremo con i nostri prezzi pazzi»

Sabato 25 Luglio 2020 di Melina Chiapparino

Il blitz è scattato mercoledì mattina a Pianura, quando l'attività della pescheria Di Napoli, una delle più conosciute in città, stava per cominciare a pieno ritmo. I banchi del pesce erano stati allestiti e tutto il personale si accingeva ad accogliere la clientela che di lì a poco avrebbe affollato il negozio come ogni giorno. L'irruzione dei militari in borghese è avvenuta intorno alle 8.30 e si è conclusa nelle prime ore del pomeriggio ma gli accertamenti amministrativi proseguiranno nei prossimi giorni. Durante il blitz, dopo sette ore di controlli serrati nei locali in via Vicinale San Donato, i carabinieri insieme al personale del nucleo di prevenzione dell'Asl partenopea, hanno sequestrato 117 chili di prodotti ittici nella pescheria che si è conquistata popolarità anche grazie al ristorante dello chef Giuseppe Di Napoli, il titolare diventato ormai il pescivendolo più seguito sul web.

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I primi ad entrare nella pescheria sono stati un gruppo di Nas e di carabinieri della compagnia di Bagnoli, chiaramente in borghese. Subito dopo aver mostrato i tesserini e motivato il sopralluogo ai fini degli accertamenti sanitari, sono entrati i nuclei ispettivi dell'Asl Napoli 1 e per molte ore si sono svolti gli accertamenti che hanno interessato sia l'aspetto amministrativo dell'attività e dello stato dei luoghi che la gestione dei prodotti ittici. L'operazione coordinata dal comando provinciale dei carabinieri di Napoli andrà avanti con le verifiche riguardo la regolarità della struttura, i permessi per l'occupazione di suolo pubblico e gli accertamenti su eventuali anomalie e irregolarità dell'attività, per le quali i militari hanno richiesto la documentazione che necessita di ulteriori accertamenti presso gli uffici comunali competenti. Il sequestro è scattato a causa della mancanza di documentazione che potesse accertare la tracciabilità e la sicurezza alimentare per gli oltre 100 chili di pesce considerati illegali e per i quali è stata disposta la distruzione, presso una ditta specializzata a carico del titolare, come di prassi in questi casi. Il valore dei prodotti ittici sequestrati ammonta ad una cifra di circa 3mila euro mentre la sanzione di 2.500 euro elevata nei confronti di Giuseppe Di Napoli, legale rappresentante della pescheria oltre che chef, riguarda la diffida per l'uso difforme della cucina utilizzata in orari non previsti e con carenze igienico sanitarie, strutturali e documentali.

Durante i controlli dei militari e dell'Asl, sia lo chef titolare che tutto il personale della pescheria hanno mostrato grande collaborazione con gli ispettori come documentano i verbali del blitz che si è concluso con il maxi sequestro. «I controlli vanno fatti e secondo me è giusto eseguirli perché io sono per la legalità» ha dichiarato Giuseppe Di Napoli in un video sulla sua pagina facebook che conta così tante visualizzazioni ogni giorno da avergli fatto conquistare lo status di pop star inseguito sui social e persino fermato per strada. Le sue videoricette e la condivisione della sua esperienza di chef del pesce tra le community delle piattaforme sul web lo hanno reso talmente noto da fargli usare un suo slogan anche in merito al blitz. «Mi hanno fatto i controlli a cascata ma continueremo l'attività con i nostri prezzi pazzi» dice ancora lo chef che spesso conclude i suoi filmati decorando i piatti con il prezzemolo a cascata. «Voglio rassicurare i nostri clienti che il mio ristorante è regolarmente aperto e pronto a servire le consuete prelibatezze - conclude - chiariremo ogni aspetto della vicenda, s'è c'è stata una disattenzione o un'irregolarità formale, ci assumeremo le nostre responsabilità con grande serenità e con la consapevolezza di avere sempre lavorato nel rispetto delle regole e puntando sulla qualità e sulla freschezza dei nostri prodotti alimentari». 

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