Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Abusivismo a Napoli, la battaglia delle demolizioni a Pianura: «In casa solo nonna 96enne allettata»

Mercoledì 27 Luglio 2022 di Roberta Luppino
Abusivismo a Napoli, la battaglia delle demolizioni a Pianura: «In casa solo nonna 96enne allettata»

La zona della Masseria a Pianura è nota per agli abbattimenti delle case costruite abusivamente nei decenni precedenti. Questa volta è toccato all’abitazione della famiglia Di Lorenzo, una villetta su due piani edificata nel lontano 1993 dal papà Pietro Di Lorenzo. Nell’abitazione vivono tre famiglie. Oltre allo stesso Pietro con la moglie, i suoi due figli con le rispettive compagne e tre bambini piccoli, la nonna 96enne, da anni allettata. L’anziana versa in condizioni precarie, con gli arti atrofizzati, un tumore alla bocca e uno all’occhio, Alzheimer, gravi problemi cardiocircolatori e a tutti gli apparati. Già da qualche settimana si tenta di abbattere l’abitazione, abbattimento che è stato inizialmente posticipato a causa di alcuni membri della famiglia che avevano contratto il Covid. Nei giorni scorsi l’intervento della polizia ha evacuato la casa e ha fatto svuotare l’intero immobile. All’interno resta solo la donna anziana che in più occasioni hanno tentato, con la presenza di ambulanze, di spostare al vicino ospedale San Paolo, ma le condizioni precarie accertate da diversi medici ne impongono la completa immobilità. La donna non può e non deve muoversi da quel letto. Uno scenario raccapricciante, dove si invoca l’umanità e la sensibilità nei confronti non solo della donna, ma anche verso il resto della famiglia che in nessun modo vuole separarsi da lei. L’estremo atto compiuto qualche giorno fa dal figlio Pietro, 71 anni, di lanciarsi dal terrazzo della casa tentando il suicidio è l’emblema di una famiglia stremata dal dolore e dalla disperazione.

La casa costruita agli inizi degli anni Novanta, fu poi parzialmente riscattata dai Di Lorenzo quando nel 1994 uscì il condono. Alla richiesta di ulteriori soldi da parte del Comune e con il condono mai esaminato nel 1998, arriva la resa, la casa sarebbe stata abbattuta.

L’abbattimento di queste abitazioni, racconta lo stesso Pietro Di Lorenzo, comporta anche una spesa non indifferente. Per la sua casa, dovrebbe pagare alla ditta specializzata, ben 104 mila euro, una cifra che non solo non possono permettersi ma che sarebbe molto più bassa se l’abbattimento venisse fatto da una ditta procurata da lui.

Attualmente nell’abitazione hanno staccato il gas, rimangono ancora acqua e luce per consentire alla vecchietta di restare attaccata al respiratore e di essere accudita dalla moglie di Pietro e da una badante, le uniche ancora autorizzate a restare in casa. 

Video

La famiglia, che non si è mai opposta all’abbattimento chiede solo che venga permesso a Caterina Luongo di vivere gli ultimi mesi di vita nella sua casa e un aiuto per tre famiglie che si sono ritrovate all’improvviso senza casa e lontani rispettivamente dall’amata mamma e nonna.

Questa sera alle 20 una fiaccolata si muoverà da via Masseria Grande per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere alle istituzioni una proroga per l’abbattimento della casa che, al momento pare sia stato stabilito avverrà alla morte dell’anziana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA