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Piazza Bellini, lo scempio delle mura greche: «Nessun rispetto per la storia della città»

Domenica 14 Agosto 2022 di Antonio Folle
Piazza Bellini, lo scempio delle mura greche: «Nessun rispetto per la storia della città»

Quando nel 1954 furono scoperte - per caso, si stavano infatti scavando per installare una cabina elettrica - le mura greche di piazza Bellini suscitarono emozione e sgomento tra i napoletani. Una intera sezione delle potenti mura che per secoli resero Napoli una delle città più inespugnabili del mondo antico tornava a vedere la luce. Nel corso dei decenni tantissimi progetti di valorizzazione di un patrimonio storico-culturale di inestimabile valore si sono succeduti, ma, se si esclude la recinzione con una balaustra di ferro, nulla è stato fatto per dare dignità ad uno dei luoghi più ricchi di storia della città. Negli ultimi anni, anzi, con il proliferare di attività commerciali in zona - i famosi "baretti" - che attirano ogni fine settimana migliaia di giovani, numerose polemiche sono scoppiate proprio sullo stato delle antiche mura e sul degrado che sembra essere irreversibile.

Ogni giorno, infatti, all'interno del parapetto vengono lanciate bottiglie di vetro, lattine, cartacce ed ogni altro genere di rifiuto prodotto dai "giovani della movida" e da una fetta incivile di napoletani e turisti ignari del valore storico di quei luoghi. Più volte, ad opera di volontari, sono stati realizzati interventi di pulizia, ma il risultato a lungo termine non è mai effettivamente cambiato: dopo pochi giorni dagli interventi si torna al punto di partenza, con le mura più o meno ricoperte da sporcizia. 

Il progetto - che risale all'epoca del ritrovamento delle mura - di creare una maxi-lastra di copertura per salvaguardare l'integrità del sito e per evitare che le vestigia del passato diventino ciclicamente una pattumiera non è mai effettivamente decollato sia per difficoltà tecniche sia, probabilmente, per gli alti costi di manutenzione da sostenere. 

«Stigmatizziamo - la denuncia di Antonio Pariante del Comitato Civico Portosalvo - l’inerzia della nuova amministrazione che continua a sbandierare buoni propositi per il recupero del decoro urbano, ma lascia sotto gli occhi dei turisti queste brutte “cartoline di degrado e di incuria” del centro storico che fanno molto male all’immagine della nostra città». E, se parte dei napoletani sembra essere fatalmente rassegnato al degrado delle mura risalenti al IV secolo avanti Cristo , proprio tra i tantissimi visitatori che arrivano a Napoli da ogni parte del mondo non mancano le reazioni negative. 

Reazioni affidate a siti come Tripadvisor e che, da un lato, sottolineano la bellezza del sito archeologico e della circostante piazza, e dall'altro non mancano di rimarcare le cattive condizioni dell'intera piazza Bellini, una piazza decisamente troppo caotica - ma questo lo sanno bene anche i napoletani che vivono in zona - e dove Asìa non riesce a tener testa all'enorme quantità di rifiuti prodotta da baretti, ristoranti e ristorantini che sono diventati, specie negli ultimi anni, croce e delizia del centro storico partenopeo.

Una curiosità: negli ultimi anni si sta facendo largo tra gli studiosi l'ipotesi che i blocchi di pietra sistemati "a secco" secondo il metodo di costruzione delle antiche città greche, in realtà non siano una sezione di mura ma, invece, i resti di una mastodontica torre di guardia addossata proprio alle mura ed alla porta che, dall'attuale via Tribunali, si affacciava sulla città. 

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