Pizzo e ironia, a Napoli impazzano le lezioni di burlesque

Mercoledì 16 Ottobre 2019 di Francesca Scognamiglio
Hanno dai 18 ai 60 anni, sono casalinghe, studentesse, professioniste, alcune sono single mentre molte altre sono madri e anche mogli; tutte donne napoletane, con vite diverse ma con una passione in comune: il burlesque. E così ogni sera, nelle palestre o nelle sale da ballo di diversi quartieri della città, signore e signorine provano a mettersi in gioco indossando bustini, lingerie di pizzo, piume e tacchi per sperimentare, con autoironia, le proprie capacità seduttive e danzare per ritrovare autostima e, contemporaneamente, tonificare il proprio corpo. Sensualità, femminilità e ironia: queste le parole d'ordine del burlesque, disciplina che mescola la danza all'arte teatrale, un genere di ballo sexy dal fascino retrò ricco di mimica e gioco, da ballare in reggicalze e col boa.

 

Nato in Inghilterra nella seconda metà dell'Ottocento come forma di intrattenimento, a Broadway assunse le caratteristiche del varietà arricchito da balletti messi in scena da ballerine poco vestite e da spogliarelli raffinati e divertenti. Molto in voga tra le star dei giorni nostri, che ricorrono al burlesque in film, videoclip musicali o spettacoli teatrali, questo genere di ballo è sempre più diffuso tra le persone comuni, desiderose talvolta di diventare vere e proprie performer, alla stregua di Dita von Teese, o per superare alcune barriere psicologiche come la timidezza o un cattivo rapporto con lo specchio o solo per piacersi e piacere. A sottolineare l'attività sia adatta a tutte è la napoletana Claudia Letizia, alias Lady Letizia, performer riconosciuta come regina del burlesque italiano (dal suo esordio in tv nel format Lady Burlesque di Sky) nonché attrice e speaker: «Il burlesque è per tutte le donne, anche meno giovani e non magre, perché non è una danza, ma una performance artistica in cui con estrema ironia ci si prende in giro enfatizzando e mostrando i propri difetti, rendendoli sexy ed affascinanti. Così le donne imparano ad accettarsi, riscoprendosi più sensuali e femminili, smettendo di rincorrere uno stereotipo». Al Vomero le aspiranti ballerine si ritrovano il martedì sera in vico Acitillo al Clubbino e il giovedì sera presso la Dance Company dove, guidate dalla coreografa Francesca Filardo, in arte Candy Bloom, seguono lezioni per poi mettere in scena, a fine stagione, spettacoli di varietà. «Le mie allieve hanno per lo più tra i 40 e i 55 anni spiega la ex costumista e oggi ballerina Filardo - un'età in cui le donne hanno già una certa consapevolezza del proprio corpo, ma cercano il modo di migliorare il rapporto con la propria femminilità. Il burlesque aiuta loro a recuperare autostima, ma anche a fare gruppo e socializzare». In piazza Dante c'è poi L' Accademia di Burlesque Cabaret Napoli (presso La Maison du Tango) guidata dalle artiste Roby Roger alias Roberta Della Volpe e Floriana D'Ammora, in arte Fanny Damour, che sottolineano come tra i benefici ci sia un miglioramento del proprio rapporto con la sessualità. «Da noi vengono donne dai 18 ai 50 anni - spiega Roby Rogers- che, anche in virtù di un lavoro di introspezione e di ricerca personale, ritrovano se stesse mentre creano complicità e si confrontano con le altre donne. Il messaggio che il burlesque non è una sfilata di donne che mostrano le gambe ma un'arte che mette insieme danza, circo e arti visive e dove la seduzione fa da collante». Presso questa accademia a breve partirà un corso per principianti mentre attualmente si tengono incontri il mercoledì e il giovedì sera. Ma, per tante, la vita sotto i riflettori continua: è il caso della compagnia composta da Candy Bloom con sue ex allieve oggi ballerine professioniste, che saranno in scena a dicembre nei teatri con Burlesque in love.
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